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La nostra storia
Nascita
e vita, in breve, dell’ANAE
Il
desiderio di costituire una Associazione dell’Aviazione
dell’Esercito si può far risalire al 1969 quando il
Colonnello Angelo Stradiotto, allora Comandante del
C.A.A.L.E., dette il via ai primi sondaggi per rendersi
conto delle reali possibilità di portare a compimento tale
iniziativa.
L’Aviazione Leggera dell’Esercito compiva allora 18 anni di
vita e non poteva contare su un consistente numero di
personale in quiescenza, a parte un centinaio circa di
piloti e specialisti che avevano lasciato il servizio perché
transitati in compagnie aeree civili o ditte aeronautiche.
L’idea dovette quindi essere abbandonata in quanto non era
possibile proporre alle S.A. la fondazione di una
Associazione d’Arma costituita quasi totalmente da personale
in servizio.
Passarono gli anni e nel 1983 un gruppo di ufficiali e
sottufficiali, lasciato il servizio attivo e quasi tutti
dell’area di Viterbo, decisero di riesaminare l’idea cara al
Colonnello Stradiotto e fondarono un Comitato per la
costituzione dell’Associazione Aviazione Leggera dell’
Esercito.
Furono i “pionieri” dell’Associazione e rispondevano al nome
di : generali Piccolo, Martinengo, Rotellini, Codipietro,
Cecchetti, De Castiglioni, Marescialli Pomella, Tarsia e
Grispini, colonnelli Presti, Fantucci, Morgese, Brigante,
Castiello, Stefanucci, Caniglia e Borelli.
Si
ripromettevano di riunire tutti coloro che avevano militato
e militavano nelle file dell’AVES, di onorare la memoria dei
caduti della Specialità, di esaltarne le tradizioni,
mantenendo vivi e forti i vincoli di fraterna amicizia e
solidarietà dei Soci.
Inoltre avevano ben chiara la visione dello sviluppo e delle
affermazioni dell’ANAE, sicuri del generoso impegno e degli
alti valori morali che animano gli associati, per il
conseguimento degli scopi sopracitati.
Il
Comitato tenne la sua prima riunione il 3 marzo 1983 e
decise di accomunare nel costituendo sodalizio non solo i
provenienti dalle fila della Specialità ma anche gli
Osservatori dall’Aeroplano che nella prima Aviazione
dell’Esercito (1884 anno di fondazione) e successivamente
con la nascita della “Regia Aeronautica” continuarono a
perpetrare sino alla fine del 2° Conflitto Mondiale e con la
rinascita dell’Aviazione dell’Esercito (anno 1951) le
tradizioni e le glorie dei primi piloti e osservatori.
La
pronta ed entusiastica adesione dell’Ispettore dell’A.L.E
Gen. D. Stelio Cortolezzis e del Gen. B. Sergio De Ros,
Comandante il C.A.L.E., diede al Comitato l’”imprimatur” e
il conforto necessario per intraprendere le successive
azioni.
Ugualmente determinanti furono le adesioni degli ex
Ispettori A.L.E., Gen. Moizo, Gen Chiari, Gen Toledo e degli
ex Comandanti del C.A.L.E., Gen. Stradiotto, Gen. Bonanni e
Gen. Gionti, oltre a un gran numero di ufficiali e
sottufficiali in servizio.
In
successive riunioni fu deciso di chiedere al Gen. Muscarà,
considerato il padre fondatore della Specialità, di voler
accettare la carica di Presidente della costituenda
Associazione, nella certezza di interpretare i comuni
sentimenti di stima e di gratitudine nei riguardi di questo
illustre e valoroso ufficiale Generale.
Redatto lo Statuto, fu scelto quale distintivo Sociale
l’aquila del fregio indossato sul Basco Azzurro, copricapo
dei militari di ogni ordine e grado dell’A.V.E.S., aquila
che trae origine dal distintivo di specializzazione portato
dagli Osservatori dall’Aeroplano.
Venne inoltre deciso di stampare il periodico
dell’Associazione “Il Basco Azzurro”, mezzo di informazione,
aggiornamento e diffusione di notizie inerenti la
Specialità, di scambio e dibattito di idee per tutti i Soci.
L’Associazione venne costituita in Viterbo il 2 maggio 1983
con atto notarile del Dott. Mario Simoni – repertorio n°
27578, raccolta n° 16059 – registrato a Viterbo il 4 maggio
1983 al n° 3776.
Personalità Giuridica venne riconosciuta dal Ministero della
Difesa con decreto datato 16 settembre 1999 (pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale anno 140°, numero 236, datata
giovedì 7 ottobre 1999).
Dal
momento della sua nascita negli anni l’A.N.A.E. è cresciuta
e pur non paragonabile in numero alle altre Associazioni
Combattentistiche e d’Arma, conta infatti circa 1500 Soci,
si sente viva e presente, grazie al supporto degli aderenti
e all’orgoglio di aver appartenuto o di appartenere alla
Specialità. Orgoglio e dedizione che ha fatto sì che un
sogno testardamente e tenacemente perseguito dall’allora
Presidente Nazionale Emiddio Valente, dal Presidente della
Sezione Muscarà Vittorio Ansalone e i componenti il C.D.N.,
è stato coronato, sia pur tra mille dubbi e sofferenze
soprattutto di ordine finanziario, un “Monumento” a tutti i
caduti dell’AVES, inaugurato il 30 settembre 2001. Opera
che rappresenta il tributo dei Soci dell’Associazione a
quanti, nella loro missione, hanno donato la vita, non
potendo dimenticare il dolore e il sacrificio delle loro
famiglie che li hanno persi.
La storia dell'AVES
La nascita
Con l’ingresso dell’Italia nella NATO nel 1950 lo S.M.E.,
potendo usufruire del programma statunitense di aiuti
militari per soddisfare le esigenze operative delle Unità
dei Paesi facenti parte dell’organizzazione, nonostante
l’opposizione dell’Aeronautica Militare, dispose l’invio
negli U.S.A. di 15 Ufficiali delle varie Armi dell’Esercito.
Di questi solo otto superarono il corso conseguendo il
brevetto che li qualificò istruttori per i futuri piloti che
sarebbero poi stati inviati ai nostri Reparti di volo.
Contemporaneamente ci vennero assegnati 302 aerei leggeri,
di due modelli differenti, già impiegati dagli USA nel
corso del conflitto:
- 65 PA 18 Club (denominazione militare L 18 C );
- 237 PA Super Club 8 denominazione militare L 21 A e B ).
Successivamente venne approntato un piccolo aeroporto - più
propriamente una striscia d’atterraggio in località Monte
dell’Oro, nei pressi di Bracciano, dove aveva sede la Scuola
di Artiglieria, alle cui dipendenze fu costituito un
“Nucleo di Aviazione Leggera” che il 10 maggio 1951 (data
della nostra fondazione) assunse la denominazione di
“Reparto Aerei Leggeri”.
L’Aviazione dell’Esercito aveva preso il volo e non si
sarebbe più arrestata.
Dopo pochi mesi, nel dicembre del 1951, il “Reparto Aerei
Leggeri” fu trasformato in “Reparto Aereo di Artiglieria”.
Nel 1952 il campo di volo di Monte dell’Oro divenne
operativo con il 1° Corso Piloti Osservatori.
Gli aerei avevano matricola civile, come quelli degli Aero
Club. I Piloti dovevano conseguire il Brevetto di Pilota
Civile di 1° Grado per poter volare da soli e poi quello di
2° Grado per poter tra-sportare un passeggero-osservatore o
semplicemente il proprio Specialista.
L’Aero Club dove si svolgeva la prima fase del Corso
(Conseguimento del Brevetto di 1° grado) e dove venivano
sostenuti gli esami per il conseguimento di quello di 2°,
era quello di Roma, sull’aeroporto dell’Urbe.
Questa procedura fu attuata solo per 12 Corsi poiché dal 13°
in poi, la prima fase comincerà a svolgersi ad Alghero, con
istruttori dell’Aeronautica Militare.
La Crescita
Nell’anno successivo, al fine di fronteggiare gli impegni
addestrativi che si andavano creando, fu costituito
assorbendo la precedente organizzazione, il “Centro
Addestramento Osservazione Aerea per l’Artiglieria (CAOAA)
che addestrava, oltre ai Piloti, anche gli indispensabili
Specialisti, tutti provenienti dalle varie Armi
dell’Esercito ad eccezione di quella dei Carabinieri.
Per il supporto logistico, sempre sull’aerocampo di Monte
dell’Oro, nel 1953 fu costituito il 1° Reparto Riparazioni
Aerei Leggeri (RRALE), che effettuava manutenzioni e
riparazioni di 3° e 4° livello ed immagazzinava le parti di
ricambio.
Con gli L 21 di colore verde nacquero le “Sezioni Aerei
Leggeri” (SAL) che vennero assegnate in organico ai Comandi
di C.A., alle Divisioni, alle Brigate, ed ai Reggimenti di
Cavalleria, Fanteria Corazzata ed Artiglieria di supporto di
C.A. Pesanti e Pesanti Campali.
Nel 1956 venne istituito il Reparto Sperimentale Elicotteri
dotato di 4 Agusta Bell 47-G2 cui si aggiunsero presto anche
gli Agusta Bell 47-J.
Nel settembre del 1958 il Reparto Sperimentale venne sciolto
ed al suo posto nacquero due nuove Unità: il 1° Reparto
Elicotteri con base sull’aeroporto di Casarsa della Delizia
ed il 2° Reparto Elicotteri con base sull’aeroporto di
Bolzano.
La Specialità si sviluppò rapidamente. Con l’aumentare
dell’attività di volo e dei compiti operativi il CAOOA fu
trasformato in “Centro Addestramento Aviazione Leggera
dell’Esercito (CAALE) sul ben più grande aeroporto di
Viterbo, non più alle dipendenze della Scuola di
Artiglieria, ma dell’Ispettorato dell’A.L.E., che si era
costituito nel gennaio del 1959.
Nel frattempo, poiché il “braccio logistico” per supportare
i numerosi reparti di volo ubicati nel nord-est era
diventato inadeguato a causa della eccessiva distanza dal 1°
RRALE, ne venne costituito un secondo, nel marzo del 1957,
sull’aeroporto di Bologna.
Il 4 maggio del 1958 la consegna della Bandiera di Istituto
al CAALE sanciva solennemente l’esistenza della componente
aerea della Forza Armata.
Lo sviluppo
Avvenne in maniera rapida e costante.
Ai Piper L-21 B vennero affiancati i Cessna L-19 E “Bird
Dog” interamente metallici e dotati di una strumentazione ed
un’avionica più complete.
In quel periodo vennero eliminate dagli aerei le matricole
civili e comparvero per la prima volta le coccarde tricolori
e la numerazione progressiva preceduta dalla scritta E.I..
Contestualmente la flotta si arricchiva nel 1963 di 48 AB204
e nel 1965 di 105 AB 205.
Nel 1963 avvenne la prima grande trasformazione organica.
Si crearono così:
1. I Reparti Aviazione Leggera (R.A.L.), generalmente alle
dipendenze dei C.A., delle Divisioni e delle Brigate,
composti da:
- Sezioni Aerei leggeri (SAL) dotate di L-21 B o L-19 E.
- Sezioni Elicotteri da Ricognizione (SER) dotate di AB-47 G
o AB-47 J.
- Sezioni Aerei Leggeri per Enti Particolari con soli L-21
B.
2. I Reparti Elicotteri di Uso Generale (REUG) dotati di AB
204 e AB 205.
- I REUG a disposizione dello S.M.E..
- III REUG per il Comando del III C.A..
- IV REUG per il Comando del C.A. Alpino.
- V REUG per il Comando del V C.A.
3. Le Sezioni Elicotteri di Uso Generale (SEUG) dotati di AB
205.
- Brigata Paracadutisti:
- Brigata Missili;
- Comando Militare della Sardegna.
Va da sé che questo incremento di velivoli comportò per il
CAALE un intenso lavoro per formare i piloti e gli
specialisti necessari.
Nel 1967 si aggiunsero 150 elicotteri da ricognizione AB
206.
Il notevole incremento di aeromobili comporta, in questo
periodo, l’impellente necessità di adeguare il numero di
piloti e specialisti indispensabili per l’operatività dei
mezzi. A tale necessità si sopperisce qualificando personale
(Uff.li e Sott.li) tratto sia da quello già abilitato su
aerei leggeri sia reclutando dalle varie Armi e direttamente
dalla Scuola Allievi Sottufficiali di Viterbo.
Tutti i piloti, prima dell’addestramento al CAALE dovevano
frequentare il corso basico di abilitazione presso la Scuola
di Volo di Frosinone (72° Stormo).
Il potenziamento dei mezzi comporta la costituzione di un
ulteriore RRALE: il 3° in quel di Orio al Serio.
Nel 1971 i componenti dell’Aviazione Leggera dell’Esercito
vengono dotati di un nuovo copricapo: il Basco Azzurro e dei
relativi fregio e mostreggiature.
Nel 1973 giunse a Viterbo il primo CH 47C “Chinook”,
elicottero da trasporto medio capace di trasportare 40
soldati equipaggiati o voluminosi carichi interni ed esterni
fino ad un massimo di 10 tonnellate.
Anche l’ala fissa ebbe un incremento: nel 1975 entrarono in
servizio ottanta SIAI MARCHETTI SM-1019, velivoli biposto
con motore a turbina (lo stesso dell’AB-206) che diedero il
cambio agli L-21B e agli L-19.
L’Affermazione
Alla fine del 1975 tutto l’Esercito subì una profonda
trasformazione in un modello che tendeva alla “qualità” e
non alla “quantità”. Tutte la Armi furono interessate.
In seno all’ALE furono soppressi i RAL ed i REUG e furono
creati Raggruppamenti alle dipen-denze dello SME e dei
Comandi di C.A., Gruppi Squadroni alle dipendenze di
Divisioni e Brigate e Squadroni per Enti particolari.
Al numero romano venne aggiunto il nome di una stella per i
Raggruppamenti e di una costella zio-ne o di un pianeta per
i Gruppi Squadroni.
Contemporaneamente nel giugno del 1976 fu indispensabile
costituire il 4° RRALE, sull’aeroporto di Viterbo, per
garantire l’assistenza tecnica di 2° livello alla ormai
imponete flotta dei CH-47C.
Sempre nel giugno del 1976 fu consegnato il primo di 5 A-109
“Hirundo”: un elicottero biturbina sul quale fu avviata una
particolare sperimentazione per il lancio dei missili
controcarro “TOW” che servì di base per lo sviluppo del
futuro A-129.
Questi sono gli anni che permisero di far conoscere ed
apprezzare i nostri elicotteristi in campo internazionale,
grazie allo Squadrone “ITALAIR” del contingente “UNIFIL”,
che venne schierato a Naqoura, nel Libano Meridionale dove
tuttora opera.
Sempre negli anni Settanta vennero acquisiti per gli
elicotteri mitragliatrici e lanciarazzi a traiettoria
balistica.
Negli anni 80 finalmente le Unità dell’ALE, oltre alle
consuete attività di Comando, Controllo, Informativa e
Manovra delle Forze, erano in grado di fornire anche un
significativo concorso di fuoco.
Nel 1983 furono immessi in servizio 14 elicotteri biturbina
AB-212.
Venne anche costituita l’ANAE: Associazione Nazionale
Aviazione dell’Esercito in cui confluisce personale della
specialità in servizio ed in quiescenza e la cui voce si fa
sentire dalle pagine della rivista “Il Basco Azzurro”.
Nel 1989 venne radiato dal servizio il glorioso AB-204: la
prima vera macchina operativa per operazioni sia militari
che civili in servizio nell’ALE.
Siamo arrivati agli anni ’90 con l’elicottero controcarro e
da combattimento A-129 “Mangusta” il primo interamente
progettato e costruito in Italia e da italiani.
Negli stessi anni anche l’ala fissa fa un salto di qualità
col bimotore Dornier DO-228 turboelica, completamente
equipaggiato per il volo strumentale in aerovia.
Alla fine del decennio arriveranno tre esemplari del Piaggio
P-180, che affiancheranno i DO-228 nei trasporti VIP e nei
collegamenti a lunga distanza.
Nel 1993 finalmente la nostra Aviazione non è più “leggera”
poiché decadono i limiti di peso, fino ad allora imposti
dall’Aeronautica per i velivoli, di 1500 kg.
Gli ultimi dieci anni
La situazione dell’Aves all’inizio del 1999 è la seguente.
- Viterbo: Comando AVES; Centro Aviazione Esercito; 1° rgt.
"Antares"
28° gr.sqd.”Tucano”;
- Lamezia: 2° rgt. “Sirio”, con le basi di appoggio di
Pontecagnano e Catania;
- Bolzano : 4° rgt. “Altair” con le basi di appoggio di
Venaria-Aosta e Dobbiaco
- Casarsa: 5° rgt. “Rigel”;
- Rimini : 7° rgt. “Vega”, destinato alla Brg. Aeromobile
“Friuli”;
- Cagliari: 21° gr. sqd. “Orsa Maggiore”;
- Pisa : 26° gr. sqd. “ Giove”;
- Alghero: 39° gr.sqd. “Drago”;
- Padova: 551° sqd. AVES del Gruppo SoATCC (Sistema
Operativo Avvistamento Comando e Controllo).
Invariate sedi e denominazioni dei rgt. di Sostegno.
Sono, però, cambiate le dipendenze di tutta l’AVES:
- Centro Aves, 1° “Antares,”, 5° “Rigel”, 21° gr. sqd. 28°
“Tucano”, gr. SoATCC dipendono dal Comando dei Supporti;
- la Brigata Aeromobile “Friuli”, col 7° “Vega”, dipendono
dal Comando delle Forze di proiezione;
- il 4° “Altair” dipende dal Comando Truppe Alpine;
- il 2° “Sirio” dipende dal Comando del 2° FOD (forze
operative di difesa);
- i rgt. di Sostegno dipendono dal Comando dei Supporti
Logistici.
Nel 1999 altri eventi modificano l’aspetto dell’Aves:
- il 28° gr. sqd. “Tucano” da Roma-Urbe si trasferisce a
Viterbo dando vita a un Gruppo intera-mente dotato di
velivoli ad ala fissa;
- il 30° gr. sqd.”Pegaso” da Catania-Fontanarossa si
trasferisce a Lamezia.
Il 1° giugno 1999, con Decreto Ministeriale, l’AVES diventa
“Cavalleria dell’Aria”, terza Specialità dell’Arma di
Cavalleria.
Conseguentemente cambiano anche le denominazioni dei
Reparti; l’acronimo “AVES” viene sostituito da “Cavalleria
dell’Aria” che verrà abbreviato in “Cavaria”.
Il 30 settembre 2001 viene inaugurato il “Monumento ai
Caduti dell’Aviazione dell’Esercito” in concomitanza col 50°
anniversario della costituzione della Specialità.
Nel novembre del 2003, in seguito all’ennesima
riorganizzazione della Forza Armata, per Decreto, l’AVES
perde la denominazione “Cavalleria dell’Aria” e ritorna ad
essere Specialità dell’Esercito col tradizionale nome di
“Aviazione dell’Esercito”.
Le trasformazioni organiche e i cambi di dipendenza
continuano.
Lo Squadrone Italair-Unifil a Naqoura (Libano) non è più
Squadrone, ma diventa Gruppo Squadroni; gli elicotteri non
sono più AB-205, ma AB-212 e 412; non dipende più dal 1°
“Antares” ma, passa prima alle dipendenze del Comando AVES e, poi del COI Difesa (Comando Operativo Interforze).
Dal Comando Aves (COMAVES) dipendono:
- il Centro Addestrativo, che ha giurisdizione sul 21° gr.
sqd.di Cagliari;
- la nuova Brigata AVES che è composta da:
- 1° rgt. “Antares”,
- 2° rgt.”Sirio”,
- 4° rgt. “Altair” , con un Gruppo a Venaria Reale,
- 28° gr. sqd. “Tucano.
Anche il 26° gr. sqd. “Giove” di Pisa viene sciolto assieme
al 51° gr. sqd. “Leone” del 1° “Antares”. Al posto di quest’ultimo
nasce nel 2002 il 26° gr. sqd. REOS (Reparto Elicotteri
Operazioni Speciali).
Il Gruppo Soatcc viene sciolto nel 2006 e la base di Padova
chiusa, come quella di Pontecagnano il cui personale e mezzi
confluiscono a Lamezia.
Nel marzo 2008 vengono consegnati, ufficialmente, i primi
cinque (di 65) NH 90.
Essi riprendono la numerazione di fusoliera (201, 202... a
seguire) dei gloriosi AB 204, quelli che fecero fare un
salto di qualità all’allora ALE.
Sostituiranno gli AB 205, 212, 412 in dotazione ai gr. sqd.
dei vari Reggimenti.
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