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Editoriale 2/2015

Cari soci,

siamo finalmente alla vigilia dei due eventi caratterizzanti il primo semestre 2015 della nostra associazione: l’assemblea generale dei soci, che come da tradizione, anche quest’anno si svolgerà in concomitanza con l’anniversario della costituzione dell’AVES, e il grande raduno di Udine che celebreremo in occasione del centenario dell’inizio della prima guerra mondiale con tutte le associazioni d’arma. Ad entrambe le ricorrenze, è stato dato ampio spazio sia nel BA precedente, sia e soprattutto sul sito dell’ANAE. Compatibilmente con la difficile situazione che ormai da diversi anni attanaglia il nostro Paese, anche questa volta al raduno di Udine daremo dimostrazione di compattezza e gagliardìa con l’onda cromatica dei nostri Baschi Azzurri e la entusiastica partecipazione dei soci. Sarà il giusto tributo verso chi credendo nell’Italia Unita dalle Alpi allo Ionio e da Trieste a Marsala, sacrificò la propria vita affinché le generazioni successive potessero essere una Nazione compiuta e vivere in uno Stato unitario. L’assemblea generale dei soci, rappresenta quest’anno un momento di sintesi e, per certi versi, conclusivo di un lavoro che ha interessato il nostro organismo a tutti i livelli. Dal consiglio direttivo nazionale, ai presidenti di sezione con i loro consigli, sino a tutti i soci. Tutte le componenti hanno contribuito con fatti ed idee all’ammodernamento delle carte fondanti dell’associazione. In quel consesso, si celebrerà l’atto conclusivo: la vidimazione da parte del notaio dello Statuto dell’associazione che conferirà valore legale al documento, parificando contemporaneamente tutte le modifiche messe in atto negli ultimi anni. Tale incombenza, forse inconsapevolmente sottovalutata in passato, confermerà ancora una volta e definitivamente il cambiamento avvenuto nella nostra associazione con la realizzazione di quello che già due anni fa denominammo “sprovincializzazione,” consentendo una maggiore e pluralistica partecipazione delle sezioni dislocate sul territorio alla gestione dell’associazione con la presenza dei soci delle sezioni all’interno del consiglio direttivo nazionale. Sono convinto che il percorso iniziato nella primavera del 2013 non terminerà con l’assemblea del 14 maggio prossimo; se fosse così, se l’idea di aver concluso il nostro lavoro si impadronisse delle nostre coscienze dando a tutti noi un senso di appagamento per il percorso effettuato, in così breve tempo, potrebbe svilupparsi in tutti noi una specie di “accidia” portatrice di una “piacevole” inerzia che in breve tempo, riporterebbe il nostro organismo all’immobilità verso qualsiasi iniziativa con il risultato di dare ai soci, non avvezzi alla costante frequentazione delle nostre sezioni, l’impressione di disinteresse e di indifferenza generazionale. Noi, pur soddisfatti del lavoro portato a termine, non abbiamo rallentato la nostra corsa verso la modernità: obiettivo ricercato entusiasticamente fin dall’assemblea di due anni fa e confermata nell’ottobre 2013 all’ombra dei castagni dei monti Cimini. Abbiamo solo concluso una tappa. Nostro dovere è quello di continuare sulla strada intrapresa e, insieme, far crescere e sviluppare ancor più la nostra associazione. Molte sono le iniziative da avviare e le mete da raggiungere nel prossimo futuro. Lo spirito di servizio, il senso di appartenenza e l’attaccamento alla specialità, uniti al dovere di continuare lungo la strada indicataci oltre 30 anni fa dai Padri fondatori animeranno, ne sono certo, gli organi centrali e le sezioni, “ambasciatrici” dell’ANAE sul territorio, ad operare per lo sviluppo e il bene della nostra associazione.

Il presidente nazionale Gen. Sergio Buono

 

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