1958 “Dolorosa festa dell’AVES” di Antonio Grisolia

Il Capitano Marsiglia era un ufficiale che tutti avremmo voluto avere come comandante.

Aveva intuito che ero amante della storia, spesso si soffermava per raccontarmi delle sofferenze e peripezie sofferte durante la seconda guerra mondiale da giovanissimo ufficiale.

Il mattino del 10 maggio 1958 ero comandato sottufficiale di servizio e sorveglianza presso l’aerocampo  S. Giuseppe di Treviso.

Verso le nove lo vidi partire con L-21 insieme al sergente Tamanini diretto all’aeroporto di Monfalcone per svolgere una missione per conto del battaglione “Nembo”, inquadrato nella divisione “Folgore”.

Verso le ore 11 una telefonata al centralino, ci avvertiva che il Piper era caduto, il capitano Marsiglia era morto e il sergente Tamanini gravemente ferito.

Immediatamente si diffuse lo sconcerto, ci ritrovammo tutti i componenti delle 4 S.A.L. nella saletta convegno. Verso le 12.30 arriva una telefonata della moglie (in attesa a breve della nascita del 2° figlio), molto agitata e preoccupata per il rientro a casa del marito (lui sempre puntuale e preciso).

Nessuno aveva il coraggio di rispondergli, allora il capitano Dall‘Orso più anziano dei presenti si rivolse a me con questa frase “Grisolia lei è di servizio pertanto compete a lei rispondere”.

Alla mia osservazione di cosa dovevo e potevo dirle, rispose “Vedi tu”. Con il cuore infranto che a stento riusciva a nascondere l’emozione presi il telefono e… “Signora la missione è stata più lunga del previsto appena rientrerà  la farò chiamare”.

Allora fu deciso di incaricare il cappellano del 33° reggimento artiglieria “Folgore” di portarle la triste notizia.

Sono trascorsi 56 anni e gli eventi di quel giorno sono rimasti indelebilmente memorizzati nella mia mente.

Antonio Grisolia