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1968 Di ovile in ovile e per passeggero… una capretta

di Angelo Tozzi

Era il 1968 o giù di li. I sequestri di persone erano piuttosto frequenti in Sardegna ed allora, anche se ancora per poco tempo, quasi prerogativa dell’Italia.

Il Comando Generale dei Carabinieri, in accordo con lo SME decise, nel quadro della lotta al banditismo, di dare una svolta al controllo del territorio costituendo un Reparto sperimentale eliportato (antenato degli attuali Cacciatori). Per far questo aveva bisogno degli elicotteri AB 205 con i relativi equipaggi, allora soltanto disponibili presso l’ALE ed in particolare al I° REUG, Reparto a disposizione dello SME, che li aveva avuti in dotazione. Fu così che noi, piloti e specialisti di stanza a Viterbo a turni di 30-60 giorni fummo catapultati in terra sarda, ufficialmente distaccati presso il Comando Militare dell’isola, ma di fatto dipendenti per l’impiego dalla Legione Carabinieri di Cagliari.

A distanza di quasi 40 anni posso dire che fu un’esperienza interessantissima e professionalmente altamente formativa, sia per noi che per i carabinieri che provenivano quasi tutti dal Battaglione Paracadutisti.

Giovani piloti che volate ora con sofisticati marchingegni elettronici di ausilio alla navigazione, pensate un attimo di trovarvi all’improvviso in missioni dove l’apparato più avanzato era il VOR e di ricevere, spesso dopo il tramonto, l’ordine di missione per il giorno seguente consistente in una serie di coordinate topografiche indicanti gli ovili; si avete letto bene “gli ovili” sparsi per tutta la Sardegna, dove l’indomani (con partenza anche poco prima dell’alba) dovevamo scaricare le pattuglie di 11 uomini e due cani lupo volando nell’ultimo tratto preferibilmente in volo tattico.

Quante ore a studiare le carte topografiche cercando tutti i riferimenti possibili sul terreno! Posso però affermare con orgoglio che i piloti del I° REUG non hanno mai, e ripeto mai, sbagliato obiettivo!

Lo spirito di cooperazione, l’amicizia ed il rispetto reciproco che si erano instaurati tra i carabinieri e noi è uno dei ricordi più belli della mia vita militare. Giunti sull’obiettivo la pattuglia saltava dall’elicottero in hovering e di corsa penetrava nell’ovile; una volta controllatolo partiva per un lungo rastrellamento della zona che durava ore. Noi decollavamo e ci spostavamo in un altro punto prestabilito, spegnevamo il motore e restavamo ad …. aspettare in perfetta solitudine; o meglio è quello che le prime volte pensavamo. In realtà e lo imparammo abbastanza presto, dove sembrava non ci fosse nessuno c’era sempre qualcuno che ci teneva d’occhio (pastori, cacciatori ecc.).

Ad un certo momento cominciammo ad allontanarci a turno dall’elicottero sino a raggiungere qualche ovile nelle vicinanze. Potemmo così apprezzare la meravigliosa ospitalità sarda. Infatti non appena i pastori si rendevano conto che gli strani personaggi scesi dal cielo non erano carabinieri ma ufficiali e sottufficiali dell’Esercito ci davano in pieno la loro fiducia. Ci sedevamo con loro nell’interno degli ovili dividendo formaggio e latte e parlando anche a lungo del loro e del nostro modo di vivere; condividevamo esperienza di vita e sempre, dico sempre, ci salutavamo con qualche forma di pecorino od un po’ di ricotta da loro offerti. Ricordo che una volta ci vollero dare addirittura una capretta!

Eravamo nelle zona del monte Limbara nella Gallura, e ci toccò caricarla sul 205 insieme ai cani con qualche problema. Ma la parte più divertente fu quando atterrammo ad Alghero per il rifornimento. Vi ricordo, cari lettori, che eravamo nell’anno del Signore 1968 e gli elicotteri erano ancora delle “cose strane” tanto da far accorrere interi paesi quando si atterrava in qualche campo sportivo, ed il 205 allora uno dei più grossi, l’avevamo soltanto noi dell’ALE. Una volta sull’aeroporto, trovammo il rifornimento già pronto. C’erano vari sottufficiali specialisti dell’Aeronautica incuriositi da quell’atterraggio. Aprimmo i portelloni e cominciarono a scendere i carabinieri. Ricordo ancora l’espressione incredula dei presenti dopo il sesto carabiniere che scendeva, espressione che giunta all’ottavo era ancora più evidente; poi saltarono giù i due cani con i loro istruttori ed …erano 10 persone… più i cani ed inoltre tre persone dell’equipaggio; alla fine saltò giù la capra. A questo punto un maresciallo esplose: “passi tutta questa gente a bordo di un elicottero; passino pure i cani, ma la capra no! non è possibile!” E si allontanò bofonchiando.