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1983 Un campo di mais. Non proprio una pista ideale ma…

di Pier Giorgio Fantin

L’aerocampo di San Giacomo di Veglia, alle porte di Vittorio Veneto (TV), fu sede, fino alla sua chiusura, di un reparto dell’Aviazione Leggera dell’Esercito.

Il 28 Luglio del 1983 era una bella mattina di sole e l’allora serg. magg. pilota Pier Giorgio Fantin si recava all’hangar aerei dove ad aspettarlo c’era il tecnico meccanico serg. magg. Claudio Barbon; I due, dopo aver preparato il Siai Marchetti-1019 EI462/MM57255 dovevano effettuare un volo collaudo a conclusione di un’ispezione manutentiva di routine.

In tarda mattinata i due giovani aviatori decollavano verso la zona prevista, situata a nord di Conegliano per svolgere la mix.

Non era passata neanche una mezz’ora di volo sopra le colline del famoso vino “Prosecco” che accade l’imprevisto: perdita completa del controllo della manetta motore; il puledro, metteva alla prova i suoi fantini!

Accertata la pesante avaria ed effettuati i controlli previsti come da check-list, Fantin individuò una zona pianeggiante dove poter atterrare e concludere l’avaria appena accertata. L’unico campo idoneo era coltivato a mais! Spense il turbomotore, l’elica si mise a “bandiera” e con abilità e una buona dose di adrenalina, portò il velivolo al suolo. A bocce ferme, dopo aver superato il trambusto dell’impatto e constatato di essere fortunatamente entrambi incolumi chiamarono i soccorsi.

Nel pomeriggio un AB-205 del mitico 55° gruppo squadroni EM-2 “Dragone” decollò da Casarsa, sede del 5° “Rigel” alla volta di Crocetta del Montello per le operazioni di recupero al gancio baricentrico e successivamente al trasferimento dell’SM-1019 “ferito” a casa.

Dopo l’esame da parte della commissione d’inchiesta, l’EI 462 fu rimesso completamente in “piedi”, dal personale del 2° livello tecnico di competenza, continuando a volare ancora per un po’ d’anni, fino alla sua purtroppo completa radiazione, ahimé, toccata a questa meravigliosa e potente macchina volante.

Fatto curioso è che il velivolo in questione è tuttora vivo e vegeto, anche se ha girato mezzo mondo! Il ché la dice lunga su questo tipo di STOL.

Inizialmente il 29 novembre del 2002 fu registrato in Australia con la matricola civile VH-XAT.

Dal 27 febbraio del 2006 risulta ancora registrato negli Stati Uniti come N250MH con la “Huff LLC” di Reno nello stato del Nevada, nella classificazione “experimental” e categoria “exhibition”, dove ancor oggi vola! Particolare curioso è che il possessore civile del nostro aereo ha voluto conservare completamente la livrea, le coccarde, e la numerazione italiana dell’aereo. L’immatricolazione USA N250MH è, infatti, appena visibile sopra la E della grande scritta EI 462 posta sulla fusoliera.

Auguro lunga vita a questa meravigliosa macchina volante, che se pur in un periodo limitato, ha contribuito anch’essa a scrivere la storia della nostra Aviazione Leggera dell’Esercito, trasmettendo emozioni “pure” sia al personale pilota che tecnico.