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1983 Un viaggio…alle origini dell’ elicottero NH 90

di Francesco Paolo Russo

E’ noto a tutti quanto sappia essere coinvolgente il nostro Presidente e quanto sia difficile resistere al suo entusiasmo. “Senti..” mi disse, prelevandomi da un capannello di colleghi con i quali aspettavo la sistemazione dei Reparti in occasione di una recente ricorrenza,   “.. tu hai avuto esperienze professionali interessanti sia in ambienti internazionali sia in attività particolari nell’ambito dell’Ufficio Ricerche e Studi dello Stato Maggiore dell’Esercito. Perché non scrivi qualcosa per il nostro Basco Azzurro?…senza fretta… quando puoi… quando vuoi…” .

Accetto molto volentieri l’invito per raccontare il mio primo viaggio a Bruxelles nel 1983 proprio al seguito del Colonnello Valente che nell’ambito di SME era considerato, a giusto titolo, il riferimento per la trattazione dei molteplici aspetti   riferiti all’impiego dei mezzi e dei materiali dell’ALE. La profonda conoscenza e la vasta esperienza del settore inoltre, davano al Col. Valente grande credibilità ed autorevolezza sia in ambienti industriali (era Lui l’ideatore/papà dell’elicottero A-129 che stava per venire alla luce) sia presso organismi internazionali in rappresentanza dello Stato Maggiore dell’Esercito.

Per queste attività internazionali, in particolare, era stato lo stesso Colonnello Valente che, in previsione del termine del suo servizio attivo, aveva proposto allo Stato Maggiore la designazione dei suoi successori: il Ten. Col. Marcello Bartolini in FINABEL[1] ed il sottoscritto nella Commissione Decima (Panel X) della NATO.

Per quanto mi riguardava, l’opportunità era allettante. Si prospettavano interessanti viaggi all’estero e nuove esperienze professionali. Mentre la preoccupazione per la responsabilità di sostituire il Col. Valente in un incarico tanto prestigioso era mitigata dalla convinzione che l’effettivo turn-over fosse ancora lontano nel tempo e che avrei avuto di conseguenza un periodo di tempo sufficientemente lungo per imparare, per prepararmi.

Ma questa Commissione X, dopotutto, di che cosa si occupava?

Vale la pena ricordare che, in ambito NATO, era stato messo a punto un sistema di pianificazione (PAPS)[2] che, partendo dalla formulazione di carenze operative, attraverso fasi successive prevedeva lo sviluppo di un sistema d’arma in grado di soddisfare la specifica esigenza. A ciascuna di dette fasi corrispondeva un distinto documento NATO (Mission Need Document; NATO Staff Target; NATO Staff Requirement; ecc.) elaborato da specifiche Commissioni nelle quali i rappresentanti nazionali facevano confluire le esigenze, gli interessi e le esperienze dei propri Stati Maggiori.

Nel Gruppo degli Armamenti Terrestri (NAAG – NATO Army Armament Group) differenti Commissioni (Panel) si occupavano dei diversi armamenti come ad esempio delle artiglierie terrestri, delle armi della fanteria, dei veicoli da combattimento, dei materiali del genio, di difesa NBC, ecc. La Commissione X, in particolare, si occupava dei “mezzi aerei per l’aeromobilità tattica”.

Ritengo che, malgrado l’organizzazione e gli scopi della NATO siano stati rimodulati in aderenza alla nuova realtà geopolitica conseguente al disfacimento dell’Unione Sovietica, l’impianto del Sistema Periodico di Pianificazione degli Armamenti sia rimasto sostanzialmente immutato.

Dicevo che ero convinto che il periodo da dedicare “all’apprendimento” sarebbe stato sufficientemente lungo, pertanto non fui sorpreso quando mi fu detto che avrei dovuto seguire il Col. Valente in Belgio per una presa di contatto con le attività NATO. Le procedure di controllo all’ingresso del Quartiere Generale in Bruxelles furono rapidissime: una scorsa alla lista dei partecipanti e in cambio di un documento di identità la consegna del “pass” da tenere ben in vista appuntato al bavero della giacca.

Il Colonnello Valente si muoveva con estrema disinvoltura mostrando una perfetta familiarità con i luoghi, le procedure, le persone. Percorsa una buona metà dell’enorme Hall, raggiungemmo la sala riservata alla Commissione Decima (Panel X): un ambiente molto ampio con una serie di tavoli che ne occupavano tutta la superficie in un grande cerchio e sui quali a partire dal Chairman, erano disposti, in ordine alfabetico i cartelli segnaposto dei Paesi convenuti (BE…F…I…RFG… fino a UK, USA). Scambio di saluti, calorose strette di mano, inizio della sessione. Quando il Col. Valente rese noto che quella sarebbe stata la sua ultima partecipazione al Panel X, i delegati presenti si mostrarono sinceramente dispiaciuti di perdere il loro decano per il quale mostravano non solo grande stima e rispetto ma anche affetto.

Era evidente tuttavia, che al di là dei rapporti interpersonali i diversi delegati rappresentavano esigenze ed interessi nazionali differenti. Ricordo a tal proposito che, quando il rappresentante francese comunicò che Francia e Germania intendevano avviare lo sviluppo di un elicottero d’attacco europeo[3], il Col. Valente non si lasciò sfuggire l’occasione per sottolineare che un elicottero di attacco europeo già esisteva: era l’elicottero A-129 Mangusta. Ne seguì quasi una conferenza per mettere in evidenza che il programma sviluppato dalla ditta Agusta per l’Esercito Italiano aveva pressoché completato la fase di sviluppo ed era già stato approntato il prototipo per il primo volo. La capacità di crescita del progetto tuttavia, era tale da lasciare ancora ampio spazio per diverse forme di cooperazione internazionale…

Ultimata la discussione degli argomenti in agenda, il Segretario del Panel X, riferì all’Assemblea che nell’omologo gruppo di Marina (Panel 141) si era manifestato l’ interesse per un elicottero del peso di circa 8 tonnellate da impiegare imbarcato sulle fregate per la guerra antisommergibile. Un elicottero dello stesso peso era già stato ipotizzato in ambito Panel X per soddisfare le esigenze di trasporto tattico. Perché allora non cercare di unire risorse ed energie in un progetto comune? La prospettiva apparve subito molto interessante al Canada, all’Olanda ed ai 4 paesi europei con speciale sensibilità al problema tenuto conto anche degli interessi delle proprie industrie elicotteristiche (Francia, Italia, Repubblica Federale Tedesca e Regno Unito). Gli americani avevano, come di solito, altre priorità e soprattutto altre capacità di finanziamento per i loro programmi.

Il NIAG[4], sentito nel merito, si era detto disposto a condurre in breve tempo uno studio di “pre-fattibilità”, finanziato con fondi NATO, per valutare la possibilità tecnica di perseguire lo sviluppo di un unico elicottero che, opportunamente predisposto, fosse in grado di soddisfare le rispettive esigenze degli Eserciti e delle Marine. Occorreva quindi fornire al NIAG le indicazioni indispensabili (come ad esempio profilo di missione, carichi operativi, requisiti di sopravvivenza,…ed ogni altra notizia utile) per indirizzare nella giusta direzione lo studio. Poiché scadenze di bilancio imponevano tempi d’azione ristretti, era necessario creare un gruppo di rapida consultazione (Quick Reaction Team) in rappresentanza degli eserciti dei Paesi interessati che un gruppo di studio incaricato dal NIAG (SG/14) potesse interpellare immediatamente e se necessario informalmente anche via telefono…

Volontari ?!…

Risposero immediatamente i rappresentanti di Francia… Repubblica Federale di Germania… e… Italia! Si, il Col. Valente aveva alzato la mano dando la sua disponibilità!

“Ma Signor Colonnello, stamani Lei ha annunciato che questa è la sua ultima partecipazione ai lavori della Commissione X, dopodiché avrebbe lasciato…”

“Si, io lascio, tu rimani”. E subito dopo aggiunse: “Non preoccuparti comunque, per questo lavoro puoi prendere spunti dal requisito militare dell’elicottero da trasporto tattico elaborato in ambito quadripartito elicotteri oppure da un Accordo FINABEL sull’argomento”…

Non ricordo esattamente quel che successe a conclusione della riunione. Quel che ricordo è che mi sorpresi a prendere mentalmente nota di tutti gli aspetti che avrebbero potuto in seguito essermi utili: l’alberghetto ubicato nelle vicinanze di Place Rogier il cui costo consentiva di non sforare il budget coperto dal foglio di viaggio, la “Steack House” che ad un prezzo modico offriva succulente bistecche e squisite patatine fritte, la strada da percorrere per raggiungere il capolinea dell’autobus che portava al Quartier Generale NATO, eccetera.

Per la cronaca ricordo brevemente che il gruppo di studio SG/14 del NIAG,dopo le riunioni con il Quick Reaction Team a Marignane (Francia) nel novembre 1983 ed in Cascina Costa (Varese) nel febbraio 1984, concluse le attività concettuali previste e diede indicazioni ampiamente positive per l’avvio del programma. Si diede inizio quindi alla fase di “studio di fattibilità-predefinizione” di un elicottero che avrebbe dovuto essere realizzato negli anni 90.

Sarebbe quindi stato l’elicottero NATO degli anni 90 (NH90).

Da allora il programma NH 90 ha fatto molta strada: ha visto defezioni di partners importanti come quella del Regno Unito e quella del Canada, come pure il consolidarsi dell’ alleanza franco-tedesca e la conseguente nascita dell’industria elicotteristica Eurocopter. Molto spesso, da allora, ricorrenti difficoltà di budget hanno minacciato di interrompere il regolare sviluppo del progetto. Da allora tuttavia, sempre, fino ai nostri giorni, l’NH90 è stato sostenuto dall’impegno di difensori convinti, entusiasti ed impegnati a portare a buon fine il programma .…

Ma questa è un’altra storia!

 

 

 


[1] FINABEL: Acronimo composto dalle iniziali dei primi Paesi partecipanti: France, Italie, Neatherland, Allemagne, BElgique, Luxemburg. Tratta/prefigura problematiche di ordine normativo.

[2] PAPS – (Periodic Armament Planning System) –“ Sistema periodico di pianificazione degli armamenti” avente lo scopo di favorire una più concreta collaborazione NATO nel campo degli armamenti.

[3] Si tratta dell’Elicottero d’attacco (TIGRE-TIGER) in servizio presso le FF.AA Francesi e Tedesche dal 1999 in versione anticarro (rispettivamente HAC e PAH2) e combattimento e supporto (HAP- solo per la Francia).

[4] NIAG – (NATO Industrial Advisory Group)