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2004 Il mio primo solo flight

di Antonio Borriello.

04 maggio 2004: una data da ricordare! Ore 07:00, Allen Stagefield, Alabama, pista 1, pad 4. Il mio elicottero “78L”, è al suolo e vibra come non mai…o forse sono io che tremo? Chissà!

Mr. Rodney Lacewell, il mio istruttore di volo mi fa un sorriso, un ok e mi dice: “Make your Solo radio check”.

Non mi sembra vero… è il momento tanto atteso e temuto, prendo coraggio e non so come, ma mi esce fuori: “Tower, 78L Solo (mi trema la voce), radio check” (un sospiro, la prima è andata…).

“78L Solo, Allen Tower, loud & clear, check systems, throttle full open, cleared to hover, report ready to take off! Over”.

Mio Dio, mi hanno già dato il via….ok!

“78L Solo, systems: check, throttle: full open, ready to hover”.

E’ il mio turno. E’ presto e sono il primo “Solo” del corso a partire. Un italiano! Gli americani dovranno aspettare 78L Solo. Segnate il passo yankees!! Il mio istruttore mi da una pacca sulla spalla e stacca il microfono del casco. Ora sì che sono “Solo”. E’ strano ma solo in questo preciso momento mi rendo conto che non ci sarà la sua voce a correggermi, non sarà sui comandi ad assistermi, ne mi darà consigli; una volta decollato dovrò tornare a terra “Solo” e possibilmente senza fare danni!

Il mio “buddy”, Joshua (il mio compagno di volo e di sventure), sale al posto dell’istruttore. Dopo di me toccherà a lui la Solo mission… non so se sia più emozionato lui o io, sa come volo e questo probabilmente lo preoccupa! Mi sorride e mi da il “cinque”.

Porto lo sguardo fuori dell’abitacolo e di fronte, “fuori” c’è Mr. Lacewell, un ultimo gesto… ok, poi riesco a leggere sulle sue labbra “Good Luck!”, si volta e va via sorridendo! Per qualche istante sono come paralizzato, non so cosa fare. Poi…:

-“Joshua, Ready?”

-“Ready Tony, let’s go” …ma non mi sembra troppo convinto!

-“Rpm: 100%. Systems: check. Avionics: as required. Crew, mission, equipment: check. Clear Right! Clear Left?”

“Clear left Tony!”

Tutto è ok. Si parte. Inizio a sollevare il collettivo…. l’elicottero vibra ed in un attimo si fa leggero, un altro po’ di potenza, una punta di pedale e sono in hover, pedale sinistro… e lì davanti a me gli alberi. Mantengo l’instabile e precario equilibrio in hover, premo il pulsante sul ciclico: “Tower, 78L Solo, ready for take off!”

“78L Solo… cleared for take off, report base… good luck!”

E’ fatta! Spingo avanti il ciclico, l’elicottero s’inclina in avanti e inizia a spostarsi.

All’inizio sembra quasi non volersi alzare, attimi di silenzio e trepidazione; gli alberi di fronte a noi si avvicinano, l’elicottero vibra, vibra… e poi eccola lì: l’effective transational lift (che bella!). L’elicottero acquista efficienza e in un attimo si tira su!

“Uhuuuuuuuu!” Il grido di liberazione di Joshua lo sentono anche in torre! E’ una liberazione anche per me… saliamo, saliamo… gli alberi scompaio sotto di noi, una torre lontana diventa il mio prossimo punto di riferimento, sono concentratissimo. Lo sguardo va subito agli strumenti: N1, N2, TOT, rotore, olio motore e trasmissione… tutto è ok. Joshua è incontenibile, urla e si dimena così tanto che devo quasi correggere sui comandi! 60 Nodi, 700 piedi… “Joshua, Clear left?”… ma Joshua continua ad urlare, ride come un pazzo, non so come faccia, ma sta saltando seduto nell’elicottero… e non risponde!

“Joshua…Joshuaaaaa….Clear left?”. E’ lui che mi deve dare l’ok per la prima virata…

“yes, yeah, clear… uhuuuuuuu… we are flying… Oh My God!!! You are the best pilot, oh my God!!!”… le procedure standard ormai sono andate! Dopo un po’ siamo sul downwind paralleli alla pista, uno stupendo sole di fronte, l’Alabama sullo sfondo, 1000 piedi, 90 nodi, ce l’ho fatta! Un urlo e mi libero. Solo adesso mi rendo conto, ero rimasto come in apnea per tutto il tempo. Siamo soli! Ora siamo entrambi incontenibili! La gioia è immensa! Finalmente tutto sembra facile, gli strumenti rispondono bene; l’unico problema: un bel venticello che soffia di traverso alla pista!

La missione sarà breve: tre pattern intorno all’aeroporto con due approcci a hover ed uno to the ground.

Mio Dio, sono il pilota in comando di un elicottero dell’ US Army Aviation!

Un bellissimo TH-67. “78L!” Chi lo avrebbe mai detto. Il mio sogno si è avverato!

Ma in men che non si dica siamo pronti per iniziare la discesa.

Viro a sinistra ed inizio la discesa, 800 piedi, 60 nodi, siamo a 90 gradi rispetto alla pista. Joshua si fa di colpo silenzioso. Stiamo per incominciare il primo approccio. Sono tranquillo, come non lo sono mai stato, sento la macchina sotto controllo. Una favola! Ma Joshua, si è tirato indietro istintivamente ed ora è immobile.

Ultima virata per allinearsi alla pista…” Clear left?”….”Left Clear”, mi risponde pronto e con tono serio. Virata finale… allineati alla pista… ma il vento si è alzato… e parecchio…. trimmo e iniziamo la discesa. Il vento è davvero forte, avanziamo di traverso verso la pista, ma tutto è ok.

Sono sicuro che qualcuno in torre starà pregando in tutte le lingue!

“Oh my Gooood!” Joshua porta le braccia avanti e le poggia sul cockpit quasi a volersi proteggere da un imminente impatto, tutto sotto controllo – dico tra me e me – e un sorriso mi si stampa su volto, il peggio è passato; davanti a noi il secondo “Solo” della giornata è pronto a decollare, seguo via radio le sue comunicazioni. Arrivo a fondo pista sul pad 4, e vai…, altro giro altra corsa.

Si decolla di nuovo, questa volta più morbidi… Joshua finalmente si rianima…. dopo essere rimasto muto per tutto il tempo. Ci divertiamo da morire, ora non siamo più soli, davanti a noi c’è un altro Solo, ben due pericoli nel cielo ed un altro ci segue a ruota… che folla ragazzi!

Altro atterraggio, tutto ok come il primo, anche se l’approccio questa volta è stato un po’ più ripido. La velocità è ridotta rispetto al normale (60 nodi sul downwind! una vergogna!!… ma chi ti ha dato la patente? Americani!

Sono all’ultimo approach, ma questa volta è diverso: se è difficile tenere in aria a un metro da terra, ferma e stabile, una macchina leggera come questa con il vento di oggi, portarla a terra non è certo uno scherzo (almeno per un neo pilota con appena 16 ore di volo) e questa volta l’atterraggio è “to the ground”!

In finale Joshua diventa nuovamente muto. il vento è ancora più forte, sempre più difficile signore e signori!

Dalla torre: “78L Solo, watch at your crosswind!”… “78L Solo, roger!”… Eh sì, qualcuno sta passando una brutta mezz’ora in torre!

Atterrare sembra quasi più difficile che decollare. Riprendo l’assetto e riprovo a scendere_ giù il collettivo, l’elicottero affonda lentamente e… tocca terra con qualche esitazione (mia!!). Manetta: idle. È fatta! Guardo Joshua mi sorride… mi da il “cinque”.

“You are the Best” – mi dice.

-“Tower, 78L Solo is on the ground, over”.

-“Good job 78L Solo!”.

Qualcuno ha tirato un sospiro di sollievo lì in torre, il primo Solo è andato. Un italiano! Tanta roba, Boys….

Arriva il mio istruttore, si avvicina, apre la portiera: un sorriso mai visto; un ok, “Great job, Tony… really great job!” mai stato così contento di rivederlo. Che spettacolo ragazzi!

From Fort Rucker, Alabama…

A presto!