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2013 Quarantennale 4° corso ufficiali tecnici AVES

di Luciano Lubelli

Sono trascorsi quarant’anni da quel lontano 1973, era il 7 gennaio quando, con 24 partecipanti, il 4° corso ufficiali tecnici dell’ ALE ebbe inizio. Dopo una severa selezione, prevista dal concorso, ci ritrovammo, io e i miei colleghi, al centro studi ed esperienze della motorizzazione di Roma, provenienti da tutta Italia e appartenenti alle varie armi dell’Esercito. Il brevetto e, successive specializzazioni, lo avremmo conseguito al CALE di Viterbo.

Guidati da uno staff di insegnanti di alto profilo professionale, affrontammo con estremo impegno partecipativo lo studio di numerose discipline strettamente scientifiche. Questo faticoso percorso ci indusse ad organizzarci in gruppi di studio con regole molto severe per finalizzare l’arricchimento del nostro bagaglio culturale scientifico e ottenere il risultato finale: l’agognato brevetto! Lo stare insieme per quasi due anni, condividendo la quotidianità di ognuno di noi, ci ha portato ad essere molto legati tanto da sentire, nel corso degli anni, l’esigenza di ritrovarci periodicamente.

Nel mese di maggio scorso, Giovanni Gallo mi contattò per propormi di invitare per il nostro “Quarantennale” tutti i nostri colleghi a Bolzano. In precedenza ci eravamo riuniti a Viterbo, Bologna, Bracciano, Sulmona, città del centro Italia più raggiungibili da tutti… ma Bolzano? Mi sembrava eccessivamente decentrata ma, per non spegnere l’entusiasmo di Gallo accettai la “sfida”, nonostante l’approssimarsi delle vacanze estive e l’esigenza che la data del Raduno non dovesse protrarsi oltre la metà di settembre.

Doverosamente inviai una mail al capo corso Mariano Bartolozzi per conoscere la sua disponibilità e contemporaneamente anche a due colonne della nostra associazione quali Cesare Rutili e Rodio Restani per avvalermi anche del loro contributo. Tutti e tre mi assicurarono la loro partecipazione e Mariano si assunse il compito, non facile, di contattare i colleghi. Gallo, inoltre, si era già offerto in precedenza di darmi “una mano” nell’organizzazione, portandosi a Bolzano qualche giorno prima dell’inizio del Raduno.

La prima cosa da fare sarebbe stata quella di reperire un certo numero di camere per il soggiorno dei miei amici e delle loro mogli. Avevo subito scartato l’ipotesi di avvalermi di strutture alberghiere perché le reputavo “dispersive”, poco adatte ad accogliere un gruppo di vecchi commilitoni! Il mio asso nella manica per superare l’impasse era Giorgio Dal Farra, presidente della sezione AVES “Altair”, a cui mi rivolsi per ottenere, grazie ai suoi buoni uffici, dal direttore del circolo unificato la disponibilità dell’intera foresteria e della mensa.

Giorgio mi dimostrò la sua massima disponibilità e le mie richieste furono accolte e, nonostante fosse già luglio inoltrato, riuscii a prenotare tutte le camere necessarie. Nel mese di agosto c’è stato un frenetico scambio di mail per mettere a punto il programma e la lista dei partecipanti, eravamo pronti!

A fine agosto è successo l’irreparabile. Cesare mi telefonò per dirmi che Andrea Manzi, con cui sarebbe dovuto venire con la sua macchina insieme agli altri colleghi di Viterbo, era stato ricoverato d’urgenza per un intervento chirurgico. Nei due, tre giorni seguenti, fui rassicurato sull’intervento, sembrava che tutto fosse andato nel verso giusto, anche se questo avrebbe comportato la mancata partecipazione di uno tra i più entusiasti. La sera del 4 settembre, alle 23:08, Cesare con un SMS mi comunicò che Andrea era volato via. Dolore e sgomento mi hanno pervaso; la sua inaspettata dipartita mi aveva sconvolto al punto di voler lasciare perdere tutto e comunicarlo a Mariano.

Dopo un frenetico giro di consultazioni telefoniche con tutti i partecipanti, è prevalsa la tesi di continuare perché tra le priorità e le motivazioni del nostro Raduno c’era anche quella di onorare i nostri morti con il comune ricordo, in serenità.

Il programma che avevamo concordato era fitto di “impegni”. Tralascio gli aneddoti che hanno riguardato il nostro incontro a Bolzano che per certi versi ci hanno riportato alla goliardia di tanti anni prima

La sera di venerdì 13 settembre ci siamo ritrovati tutti, attorniati dalla piacevole presenza di molte signore, al circolo unificato per la cena che è stata preceduta da un brindisi di benvenuto rivolto anche a Giorgio Taviani che ci accolse, insieme ad altri ufficiali tecnici, nel ’74 a Orio al Serio, per un tirocinio pratico, presso le strutture del 3° RR.ALE a conclusione del 4° corso. Giorgio e la signora Mirella hanno partecipato sempre con amicizia e gradimento alle nostre riunioni.

Il giorno successivo, ho coinvolto i partecipanti in una escursione sull’altopiano più bello d’Europa, l’Alpe di Siusi, dove, ospiti della malga Sanon e complice un tempo splendido, abbiamo onorato un’ottima cucina tirolese.

La sera poi, non contenti della scorpacciata in montagna di nuovo con i piedi sotto al tavolo, per gradire una grigliata mista che il gestore del circolo ci ha fatto preparare e per smaltire le calorie in eccesso abbiamo fatto una lunga e piacevole passeggiata per le vie notturne di Bolzano.

Domenica, giorno della memoria, sul presto siamo andati in aeroporto, al 4° Altair, per deporre una corona al monumento dei Caduti con una breve e austera cerimonia. E’ seguita la S. Messa celebrata nella annessa cappella del circolo da don Lorenzo, cappellano militare che ha ricordato con commozione i nomi dei nostri colleghi defunti: Andrea, Angelo, Carlo, Eleuterio, Loris e Vincenzo. Questa cerimonia, ci ha particolarmente commosso tutti anche per il ricordo della recente dipartita di Andrea. Con il sorriso malinconico sulle labbra siamo usciti dalla chiesa per seguire una esperta ed interessante guida turistica, che ci ha condotto per la Bolzano antica.

Alla passeggiata culturale è seguito, naturalmente, il rientro per il pranzo di commiato a cui ha partecipato anche Giorgio Dal Farra a cui il capo corso ha rivolto il ringraziamento di tutti noi per il suo intervento che ha contribuito alla perfetta riuscita del raduno.

A tavola abbiamo ricordato il ruolo storico che ha avuto in campo logistico il nostro corso, con noi l’Aviazione dell’Esercito ha inizialmente raggiunto l’obiettivo di avere presso tutti i reparti di volo e presso RR.ALE la figura indispensabile dell’ufficiale tecnico, che ha, con la sua competenza e senza eccessivi traumi, consentito negli anni, l’aggiornamento continuo della flotta con mezzi sempre più sofisticati (siamo partiti dagli L18/G2 ed abbiamo lasciato l’AVES con l’NH90), abbiamo anche ricordato in allegria e in armonia quei vecchi tempi… i comandanti dell’epoca ed i collaboratori, ma senza alcun rimpianto.

Al brindisi finale, Mariano ci ha donato e letto un suo libricino di versi in vernacolo come già aveva fatto per il ventennale, la cui ultima quartina finiva:

“ner lasciasse qui tra poco

famo un voto niente fioco

de lottà per riesse qui

tante volte a nun finì”.

Mi unisco ai versi di Mariano, che sollecitano il voto di rivederci tutti, con un caloroso ed affettuoso “A presto ragazzi…. magari il prossimo anno a Bologna!”