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2014 La “nostra Africa” è ancora in noi

di Antonio Lattanzio

Il 23 maggio a Viterbo, in concomitanza con il 63° Anniversario dell’Aviazione dell’Esercito, un tassello namibiano è stato collocato al posto giusto: il venticinquennale della partenza dello squadrone elicotteri Italia-UNTAG per l’Africa sud equatoriale. Grazie alle citazioni durante i discorsi del capo di SME e del comandante dell’AVES e grazie alle immagini sintetizzate in un DVD dal pilota namibiano Gabriele Rigon, e proiettate sugli schermi dell’hangar Tucano dove si è svolta la cerimonia commemorativa della costituzione dell’AVES, molti, soprattutto giovani appartenenti alla nostra giovane e splendida Aviazione hanno con sorpresa appreso di questa missione ONU sostenuta e portata e termine con pieno successo e senza alcuna perdita dai 107 componenti dello squadrone elicotteri “Helitaly”. L’idea di celebrare insieme le due ricorrenze è servita così a ricordare “ai più” che l’AVES ha rappresentato e continua a rappresentare, in qualsiasi teatro operativo, una componente dell’esercito indispensabile e vincente.

Incontrarsi di nuovo dopo tanto tempo e rivivere molti momenti di quella storica avventura con i colleghi e con i comandanti di allora: gen. Giannetti, gen. Monetti, gen. Franco, gen. Silvestrini, gen. Boni, è stato veramente commovente, gratificante, fraterno. Già dalla sera precedente, gli amici viterbesi, hanno notato uno strano via vai per le vie cittadine: erano persone non giovanissime, che sprizzavano gioia da tutti i pori, e che alle fioche luci della straordinaria, unica e incomparabile città medievale, parlavano fitto tra loro raccontando di eventi altrettanto straordinari e passionanti. La cerimonia del 23 maggio al monumento dei Caduti dell’AVES, ha dato il via alle celebrazioni del venticinquennale e non poteva essere altrimenti. Ricordare coloro che per amor patrio oltre che per la passione del volo sono caduti nell’adempimento del dovere e ci hanno preceduto nell’infinito, è uno spiccato senso di civiltà e la dimostrazione di appartenenza ad una stirpe che ha fatto onore all’Italia e alle sue Forze Armate.

Della cerimonia e della gratificazione ricevuta ho accennato sopra, non posso però sottacere che quando il comandante dell’AVES gen. Francavilla rivolto ai numerosi presenti ha fatto riferimento a noi, “oggi abbiamo anche l’orgoglio di ricordare che 25 anni orsono l’Italia intervenne in Namibia nell’ambito di UNTAG (United Nations Temporary Assistance Group) con uno squadrone di 8 elicotteri AB-205 denominato “Helitaly” al comando dell’allora tenente colonnello Antonio Lattanzio”, un senso di commozione ha pervaso gli animi di molti nel ricordare quel periodo straordinario della nostra giovinezza in quella terra così lontana. Grazie generale Francavilla!

In un così importante evento, non poteva mancare un momento conviviale di tutti i partecipanti e delle loro famiglie. E’ stato proprio durante il pranzo, che si è tenuto presso il ristorante dell’hotel Salus, organizzato in modo a dir poco impeccabile che il piacere di incontrarsi dopo tanto tempo, ha raggiunto il suo culmine. Poi, i discorsi: quello del gen. Monetti, del gen. Lattanzio e i ricordi che sempre più facilmente ciascuno ritrovava nell’altro, hanno trasformato l’evento in un piacevolissimo e prolungato “amarcord”. Una copia de “il Basco Azzurro” con lo speciale inserto della missione di 25 anni fa, che i partecipanti stringevano come un prezioso trofeo da portare a casa e inserire tra le cose più belle e preziose di una vita ha concluso l’incontro.

L’anno trascorso insieme e in una terra lontana, con responsabilità, partecipazione, entusiasmo, rispetto, lealtà, franchezza, trasparenza, ha legato tutti noi in maniera forte, sentita, vera. Tutti, dal più anziano al più giovane, hanno vissuto quell’esperienza consapevoli che il traguardo delicatissimo e importantissimo da assicurare al popolo della Namibia era “l’Indipendenza”. Possiamo veramente andare a “Testa Alta” ed essere “Fieri e Orgogliosi” di aver rappresentato l’Esercito e l’Italia, in ambito internazionale, in modo impeccabile dal punto di vista morale, professionale, umano. Grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto allora ed oggi, grazie alle nostre famiglie, grazie a tutti i Ragazzi di “Helitaly” e arrivederci.