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2015 10 novembre 2015. Aldebaran compie un anno

di Vincenzo Rapposelli

Vengo accolto con molto garbo e cortesia dal ten. Del Fiore che mi accompagna nel piazzale davanti alla grande aviorimessa di “Aldebaran” dove si svolgerà la breve e significativa cerimonia che commemora il primo anno di vita del reggimento per operazioni speciali. E’ un vero piacere conoscere un “giovane virgulto” dell”AVES che nasce dalle radici del tronco antico di noi veterani. Leggo nei suoi occhi tutto l’orgoglio pacato di appartenere ad un reparto d’élite e d’essere un pilota dell’Aviazione dell’Esercito.

La rappresentanza della “Muscarà” è numerosa e qualificata e si schiera con il nostro vessillo portato con proprietà da Pagliaroli.

Parla il comandante, col. Andrea Di Stasio. Il suo discorso è semplice, piano e privo del minimo accenno di retorica; eppure sarebbe onesto far trasparire un minimo di enfasi, almeno un po’, considerata la missione che il suo reparto è chiamato a svolgere e già svolge brillantemente.

Si rivolge ai ragazzi della scuola media dell’Ellera in visita al reggimento,  anch’essi schierati per l’occasione, con tono suadente e convincente come fosse un loro papà, però il significato di ciò che dice non è scontato ma si riveste di valori universali ed assoluti che impattano positivamente anche sul personale del suo reggimento, su noi della “Muscarà” e su tutti gli invitati alla cerimonia. Inutile dire che abbiamo molto gradito l’accostamento fra presente, passato e futuro con una alata metafora: “senza radici buone un albero non cresce e non si sviluppa”, laddove il presente è rappresentato dal personale in servizio, il passato siamo noi veterani ed il futuro sono  i giovani.

Vengono consegnati i brevetti “Operatori Speciali” dopo un corso durissimo e particolare. Gli uomini che li ricevono  mostrano sui loro volti determinazione, coscienza di se stessi e sereno orgoglio calato in una forma impeccabile. Si intuisce che si può contare sempre, in ogni circostanza su di essi!

Il cappellano militare benedice la statuetta della Madonna di Loreto, fatta restaurare da Sandro Rossini e il comandante spiega brevemente ai ragazzi e a noi che “il personale dell’AVES confida sempre nella sua materna protezione ed essa invoca nei momenti in cui lo sconforto  sembra avere la meglio”.

Soddisfatti della cerimonia semplice e altamente significativa, facciamo gli auguri più sinceri al comandante ed al personale del reggimento ed in cuor nostro pensiamo che il nostro testimone è stato ben raccolto. Viva l’Aviazione dell’Esercito!”