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2015 Un mare d’azzurro per le vie di Udine

di Marino Zampiglia

Neanche la pioggia che ci ha accompagnato per tutti e due i giorni della permanenza a Udine per celebrare, il centenario dell’inizio della Grande Guerra, e il grande raduno di Assoarma 2015 è riuscita a scalfire l’entusiasmo che ci aveva contagiato fin dall’avvicinarsi del grandioso evento. Non poteva   essere altrimenti. Fin dall’anno scorso quando, nel numero 3 2014 de “il Basco Azzurro” apparve sotto il titolo: Cent’anni fa la grande guerra, di Andrea Santarossa che ci anticipava qualche informazione relativa alle cerimonie commemorative del grande evento che il 2015 avrebbe portato con se, la nostra associazione aveva iniziato i preparativi per ben figurare. E, come programmato, tutto è andato secondo piani. E’ stato un grande evento e noi dell’ANAE, abbiamo fatto un gran bel figurone! E la pioggia? La pioggia è stata parte integrante delle manifestazioni; del resto, se non ci fosse stata, come avremmo potuto affermare di essere stati a Udine?

L’arrivo: la serata azzurra.

Già all’arrivo dei primi soci si è scatenato quel “tourbillon” fatto di saluti, sorrisi, strette di mano e abbracci a testimonianza di quanto sia grande la voglia di rivedersi tra i soci dell’associazione. Iniziano così gli scambi di informazioni sugli argomenti più disparati: dallo stato di salute alla situazione familiare, allo stato dei figli. Si passa poi ai ricordi di una vita spesso trascorsa lavorando insieme, per raggiungere gli stessi obiettivi, per ottenere gli stessi traguardi. Si ripercorrono gli eventi che hanno visto i soci protagonisti: spesso eventi piacevoli, soddisfacenti, premianti; qualche volta dolorosi, sofferti, qualcuno dei quali anche da dimenticare.

Si avvicina così, il momento della serata azzurra: un evento che è diventato un punto fermo dei raduni dell’ANAE. La sala che dovrà accogliere i radunisti è splendida, elegante e riccamente allestita. Osservandola attentamente, non trovo difetti. Sarà sicuramente una eccitante cena di gala!

Da un conteggio approssimativo, siamo un centinaio, molte sono le signore che con la loro eleganza, rendono ancor più fastosa la serata.

“Gentili signore e carissimi soci, benvenuti al raduno nazionale dell’ANAE e benvenuti alla tradizionale serata azzurra”. E’ il presidente nazionale gen. Sergio Buono che saluta tutti i radunisti; “è stato il centenario dell’inizio della grande guerra, che quest’anno ci ha portato a svolgere il nostro raduno nazionale nella città di Udine da tutti considerata capitale della 1a guerra mondiale e come tale, capitale anche delle manifestazioni per ricordare quell’evento che concluse il nostro risorgimento, consegnandoci una Italia finalmente unita. Auguro a tutti malgrado la pioggia, una due giorni che soddisfi pienamente le vostre aspettative e la speranza che domani, sia una bella festa per tutti, il cui ricordo possa accompagnare il nostro ritorno alla quotidianità”. Poi, augurando a tutti buona serata e buon appetito ha dato il la alla serata di gala.

Non posso dire quanto il menù sia stato di gradimento di tutti i commensali, posso però assicurare che al mio tavolo, a proposito, la sezione sarda dell’ANAE, ha portato a Udine il gruppo più numeroso di soci e relative signore, – grazie al presidente che l’ha ricordato nel suo discorso di saluto all’inizio della serata, – tutti indistintamente hanno appezzato ogni pietanza presentata dai molto professionali addetti al servizio. Come sanno bene coloro che in altre occasioni, hanno partecipato alla tradizionale serata, pochi sono stati i soci che hanno avuto la forza di rimanere seduti al proprio tavolo per tutta la cena. E’ stato un continuo via vai tra i tavoli per continuare senza soluzione di continuità quella dimostrazione di affetto vicendevole che rimane forse una delle motivazioni principali e delle colonne portanti alla base di questi raduni.

Con un convinto e sentito “auguri ai presenti”, “viva l’ANAE” e “Avanti con la missione” del presidente e di tutti i partecipanti si sono levati i calici forieri di future fortune per la nostra Associazione e di felicità a salute per tutti i presenti.

Il giorno dopo: la sfilata.

Ovviamente. Pioggia! Udine ci ha voluto dimostrare che nulla è cambiato nel tempo. A tal proposito, ho voluto rileggere quanto raccontato dal collega Marco Scalas riguardo un raid fatto nel 1968, proprio così, 1968 a Udine con gli L 21, avete letto bene,Teulada –Udine con gli L 21, riportato sul mio libro “Sardegna – Una caserma a cielo aperto: “Fuori del ristorante, ci accorgemmo che cadeva una pioggia gelida e l’ambiente circostante era immerso in una fitta nebbia. Riuscimmo a rientrare all’alba a Campoformido. Nel lungo tragitto di ritorno, vedendo la pioggia battere con forza contro i vetri della macchina /…/. Nei giorni seguenti, (4 gg. n.da) le condizioni meteo continuarono a impedirci di riprendere il raid con destinazione Milano.”

Incuranti della pioggia e del freddo, alle 08.00 tutti, proprio tutti si era pronti per la sfilata. Sapevamo di essere parte di una moltitudine di oltre 10.000 persone ovvio quindi, riuscire a trovare con immediatezza la nostra posizione nello schieramento che avrebbe preso il via a partire dalle 10.30.

E’ stata un’avventura eccitante e un percorso emozionante. Anche se il tempo inclemente non ha permesso la partecipazione in massa dei cittadini del friulani, percorrere il tragitto che attraverso circa tre km, ci ha portato a sfilare lungo le principali arterie della capitale della Grande Guerra, vedere gruppi con le gloriose uniformi degli eroi del Carso, del monte Grappa, degli altopiani, del Piave e dell’Isonzo è stata una forte e intensa commozione.

Anche noi, abbiamo sfilato e come un mare d’azzurro abbiamo attraversato Udine. Già in lontananza, erano ben visibili a mezz’aria, il nostro labaro con i vessilli a corona che annunciavano l’arrivo dell’onda d’azzurro delle nostre eleganti uniformi. In piazza Primo maggio davanti alle tribune delle autorità, qui si che si era assiepata una folla festante, siamo arrivati perfettamente allineati, e con orgogliosa fierezza dimostrando una rocciosa compattezza e una sincronia perfetta. Ci hanno applaudito e ci hanno detto bravi!

E’ stata una grande emozione e una ancor più grande soddisfazione che meritavano di essere assaporate individualmente e vissute insieme.