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Il REOS nel sociale

i ragazzi visitano la mostra statica NH 90

Il 27 ottobre 2016, la casa famiglia dell’associazione Murialdo di Viterbo ha visitato il 3° Reggimento per operazioni speciali (REOS) “Aldebaran”, trascorrendo alcune ore insieme agli uomini e alle donne dell’unità di volo.

 

La Casa famiglia dell’associazione Murialdo dona ospitalità a quei ragazzi della provincia meno fortunati, quei ragazzi che hanno bisogno di uscire da situazioni personali e familiari molto difficili. L’impegno della Casa famiglia è rivolto principalmente verso i ragazzi minorenni ma negli ultimi anni si è concentrata anche nella integrazione dei ragazzi che stanno raggiungendo la maggiore età cercando di indirizzarli nel mondo del lavoro. Il lavoro degli educatori e delle educatrici dell’associazione è molto difficile. Gli uomini e le donne del 3° REOS con la loro solidarietà hanno cercato, a modo loro, di supportare il lavoro del personale della “Casa famiglia”.

BRIEFING Comandante

La storia dei militari del REOS e dei ragazzi della Casa famiglia si è incrociata per la prima volta durante il primo anniversario della costituzione del reggimento. Da quel momento è iniziato un percorso proseguito con la donazione volontaria di generi alimentari, vestiario e materiale vario per la casa da parte degli uomini e delle donne del reggimento avvenuta pochi giorni fa. In quest’ultimo incontro il col. Di Stasio, colpito dalle tristi storie di alcuni di questi ragazzi, ha deciso di donar loro un nuovo sorriso accettando la richiesta di visita al REOS.

Come ha sottolineato la stessa direttrice di “Casa famiglia” è importante che questi ragazzi instaurino un rapporto sereno con chi indossa la divisa, affinché i momenti di difficoltà che hanno segnato la loro vita non influenzino negativamente il loro rapporto con le organizzazioni istituzionali, sulle quali possano contare in caso di necessità.

Questa iniziativa è stata accolta piacevolmente, ovviamente, anche dal personale del reggimento, che pone sempre l’attenzione e la solidarietà verso chi soffre, verso quelle persone “speciali” che la grande famiglia del REOS sente di aiutare.

La visita si è conclusa con una stretta di mano tra il comandante e la direttrice sig.ra Diana Di Monte  e con dei regali da parte dei militari del 3° REOS ai ragazzi che hanno ricambiato con la cosa più semplice ma allo stesso tempo più importante che un ragazzo adolescente deve sempre avere stampato in faccia….. Un sorriso.