VENTI ANNI SENZA BASCHI AZZURRI

Nell’autunno del 1998, il 48^ gruppo squadroni elicotteri d’attacco “PAVONE”, unità dell’Aviazione dell’Esercito, schierata per alcuni decenni, con varie differenti denominazioni, sull’aeroporto “Arturo Dell’Oro” di Belluno, lasciava definitivamente la città veneta, per trasferirsi a Rimini e divenire uno dei gruppi di volo operativi del 7^ reggimento Aviazione dell’Esercito “VEGA”; parte costituente di uno dei reggimenti AVES più importanti ed impegnati nella recente storia militare italiana, dall’Albania al Kosovo, dall’Iraq fino all’Afghanistan, i baschi azzurri di origine “bellunese” si sono distinti in quasi tutti i più complessi teatri operativi militari italiani all’estero.

Il rumore caratteristico degli elicotteri dell’Esercito non si ode più, da tempo, nell’area dell’aeroporto bellunese ma l’affetto, l’attaccamento al territorio, il commosso ricordo dei caduti e le tradizioni rimangono salde e vive nei cuori di chi ha servito la patria decollando da quella pista ed anche di tutti colori che ne tramandano, comunque, la memoria, pur se al momento schierati in altre basi AVES.

Per questo motivo la neo-costituita sezione dell’Associazione dell’Aviazione dell’Esercito “Vega” di Rimini ha coordinato alcune iniziative volte a ricordare la oltre centenaria presenza, fin dal 1916¸ delle unità di volo dell’Esercito sulla base bellunese; in particolare, una breve cerimonia conclusasi con la posa di una targa commemorativa presso l’ingresso dell’aeroporto nella zona dell’aeroclub, alla presenza del vessillo ANAE e del presidente della sezione VEGA Marco Bedina, di due vessilli di sez. ANA locali, di una significativa presenza di soci in servizio ed in quiescenza, provenienti anche dalle sezioni ANAE di Bolzano e Casarsa, e di alcuni effettivi ai reparti AVES susseguitesi nella storica base veneta, compresi due degli ultimi comandanti di gruppo.

L’Aerocampo di Belluno, ubicato a metà strada tra la città di Belluno e Ponte nelle Alpi, ha una lunghissima storia. E’ una delle basi aeree italiane più “vecchie”, le prime notizie danno la lunghezza iniziale della pista erbosa a 400 metri, successivamente aumentata all’attuale di 820 metri per permettere il decollo e l’atterraggio di aerei più grandi e pesanti.

L’Aeroporto e’ intitolato al Sergente dell’Esercito “Arturo dell’Oro”, caduto nel cielo di Belluno il 1° novembre del 1917 mentre si lanciava, abbattendolo, su un aereo austriaco, come ricordato nel motivo del conferimento della medaglia d’oro al valor militare “Audacissimo pilota da caccia, infaticabilmente sorvolando le alte vette del Cadore, ardito tra gli arditi, piuttosto che rinunciare alla vittoria, si slanciava contro un velivolo nemico e lo abbatteva con l’urto, precipitando insieme con il vinto; esempio altissimo di coraggio e di mirabile abnegazione”.

 

Mauro Bloise e Domenico Giovinazzo