Italair ha 40 anni

3 luglio 1979 – 3 luglio 2019 – Nella giornata, in cui si celebrano i quarant’anni dell’attività operativa, i Baschi Azzurri dell’ANAE inviano ai colleghi in servizio a Italair gli auguri di buon anniversario.


di Marino Zampiglia

Italair agli inizi

La task force Italair è l’unità di volo italiana che opera nel Sud del Libano garantendo il supporto aereo alla missione di UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), in aderenza a quanto prescritto dalla Letter Of Assist (LOA), ovvero il documento con il quale il governo italiano si impegna a fornire assetti aerei alla missione delle Nazioni Unite nel “paese dei cedri”.

La task force Italair è un’unità interforze che impiega elicotteri AB-212 del  dell’Aviazione dell’esercito italiano – 2° rgt. AVES “Sirio” – ed equipaggi di volo appartenenti all’Esercito italiano, con concorsi dalla Marina e dall’Aeronautica militare.

La task force ha alle dipendenze un ufficiale sicurezza del volo, un ufficiale di collegamento (ALO – Air Liaison Officer) a Beirut, le cellule S1 (personale), S2 (informazioni), S3 (operazioni), S4 (logistica) e, infine, il 42° task group Italair, che rappresenta la componente operativa della Task Force.

Il task group, è il cuore pulsante delle attività svolte dalla task force Italair. E’ costituito da uno squadrone manutenzione velivoli, che si occupa di tutte le attività manutentive e gestionali degli elicotteri, e uno squadrone di volo, che gestisce la linea di volo aeromobili e gli equipaggi di volo, garantendo l’operatività del gruppo.

Giovanni Paolo II 1997

I compiti della TF Italair, quale unità di volo di UNIFIL, derivano direttamente dalla LOA e consistono di fornire supporto elicotteri in tutta l’area di operazioni (AO) nei tasktipici di: trasporto sanitario, CASEVAC e MEDEVAC; trasporto personale civile e militare; trasporto materiali; voli di ricognizione; voli di ricerca; voli antincendio; supporto, quando autorizzati dalla missione, alla popolazione locale in caso di calamità.

 Cenni storici

Le origini di Italair risalgono al luglio 1979, quando, a seguito della Risoluzione n. 628 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, fu costituito lo squadrone elicotteri Italair. Lo squadrone venne allora posto alle dipendenze del 1° raggruppamento dell’Aviazione Leggera dell’Esercito(ALE)“Antares” e, con i suoi 34 uomini e i suoi quattro AB-204B, fu inviato a Naqoura nel sud del Libano in sostituzione di una unità elicotteristica norvegese che fino a quel momento aveva garantito il supporto aereo alla missione di UNIFIL.

Italair fu inizialmente istituito con lo scopo di collegare in modo rapido i battaglioni schierati nell’area di operazioni (fascia di scurezza) con il quartier generale di UNIFIL a Naqoura. Nel 1982 gli AB-204B vennero sostituiti da cinque AB-205 che divennero successivamente sei il 15 dicembre 1984 e il personale fu portato a 50 unità. Nell’ottobre del 1999, lo squadrone Elicotteri Italair passò alle dirette dipendenze del comando Aviazione dell’esercito. 

A seguito della guerra israelo-libanese dell’estate del 2006 e alla conseguente risoluzione n. 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dell’agosto 2006, lo squadrone elicotteri Italairvenne riconfigurato, elevandosi a task forceItalair e aumentando il proprio organico a 65 unità.

A partire dal 1° aprile 2007 furono immessi nel teatro libanese due elicotteri AB-412 e, nel gennaio del 2008, quattro AB-212 che andarono a sostituire definitivamente la linea AB-205. Nel 2009 gli AB-412 lasciano il Libano e da allora la linea di volo è composta solamente da sei AB-212. 

Verso la fine del 2009, la base di Italair, fu trasferita un paio di chilometri più a sud, su una collina denominata “Geen Hill” dove si trova tuttora.

La storia di Italair è segnata da avvenimenti tragici che hanno causato la prematura scomparsa di alcuni militari.

Al riguardo il pensiero corre immediatamente all’equipaggio dell’elicottero AB-205 (UN 281) che il 6 agosto del 1997 perse tragicamente la vita durante lo svolgimento di una missione di volo notturna.

L’equipaggio era composto dal capitano pilota Giuseppe Parisi, dal capitano pilota Antonino Sgrò, dal maresciallo Massimo Gatti, tecnico operativo, e dai passeggeri, sergente delle FF. AA. irlandesi John Lynch e appuntato dei  carabinieri Daniel Forner. 

I quarant’anni di ininterrotta attività, le migliaia di ore di  volo, le oltre 2000 missioni per evacuazioni sanitarie, oltre 170.000 persone trasportate, sono segno tangibile di un impegno costante, di alto livello e professionalmente valido che ininterrottamente, specie nei periodi di massima tensione tra le popolazioni di quel martoriato territorio, ha operato per la difesa della pace in Medio Oriente e la salvaguardia dei diritti fondamentali nel particolare e delicato teatro operativo libanese. E proprio nell’impegno quotidiano, della quarantennale storia scandita dal diuturno fischio dei motori e dal flappeggio dei rotori, gli  uomini e le donne delle Forze Armate italiane, hanno contribuito con serietà, professionalità, alto senso del dovere e amor patrio, ad elevare il prestigio dell’Aviazione dell’Esercito e dell’Italia nel contesto internazionale.