Nella mattina del 5 maggio, dopo il solenne prologo con la deposizione della corona di alloro al monumento ai caduti alla villa comunale all’Aquila a cura del generale Carmine Masiello Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha avuto inizio nel cuore del centro storico, la cerimonia solenne per il 165° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano.
In piazza Duomo si è schierata, di fronte alle numerose autorità, dal Ministro della Difesa On. Guido Crosetto al Capo di Stato Maggiore della Difesa il generale Luciano Antonio Portolano, una brigata di formazione su due rgt misti con l’intera banda dell’Esercito in uniforme storica (102 musicisti diplomati), oltre mille soldati di numerosi reparti in rappresentanza delle varie componenti dell’Esercito, dieci blocchi di militari con differenti colori delle uniformi e dei copricapi appartenenti alle armi, specialità e corpi della forza armata, per l’AVES erano presenti reparti di baschi azzurri del 66° Trieste e del 7° Vega (con le proprie bandiere di guerra). Per l’ANAE era presente il Vice Presidente Nazionale Vicario Ten. Gen. Claudio DI LEONE.

Importante e significativa la presenza di ben 25 bandiere di guerra, ad iniziare da quella dell’Esercito, stendardi e bandiere d’istituto, comprese le bandiere di guerre del 151° Rgt. f. Sassari e del 7° Rgt CIMIC, che durante la cerimonia sono state decorate di medaglia d’argento al valore dell’EI, mentre quelle del 17° Artiglieria Controaerea Sforzesca e del 33° Guerra Elettronica sono state decorate di croce d’oro al merito dell’EI e di bronzo per il 32° Rgt. Trasmissioni.
Convinti, commossi ed emozionanti gli interventi del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e della Difesa, che, in particolare, ha concluso rivolgendosi ai soldati come i migliori ambasciatori in uniforme dell’Italia nel mondo “in questi giorni i nostri soldati restituendo ad un villaggio cristiano in Libano, un crocifisso danneggiato da un atto deprecabile, inaccettabile ed irrispettoso di un soldato israeliano, hanno dato al mondo un gesto che va oltre ogni ordine di operazioni, un gesto che parla la lingua universale di rispetto e dell’umanità”, facendosi ancora unanimemente apprezzare e differenziare da ogni altro soldato nel mondo per la sua capacità di ottenere risultati brillanti esprimendo capacità, preparazione, forza ma anche anima, umanità e cultura.
“Noi abbiamo un mondo che è impazzito, nell’ intervento del ministro della Difesa, Guido Crosetto all’interno del quale il nostro dovere è garantire che questa nazione, qualunque cosa possa succedere e che non succederà mai, sia in grado di difendersi perché ci sono persone che si preparano ad ogni scenario possibile“.
Dopo le onorificenze concesse alle bandiere delle unità, il ministro alla Difesa ha consegnato anche alcune onorificenze individuali tra cui una croce d’oro al valore dell’Esercito, due croci d’argento (di cui una al graduato capo Michela Moglioli, atleta militare di snowboard vincitrice di quattro medaglie olimpiche) e poi una medaglia d’oro al merito civile ad un equipaggio AVES del 4° rgt. AVES “ALTAIR”.

L’equipaggio, composto dal colonnello Pier Luigi Verdecchia, comandante del reggimento e dell’aeromobile, il primo luogotenente Guido Semola, pilota e il graduato aiutante Antonio Lucciola, operatore di bordo, dimostrò sangue freddo e precisione assoluta, riuscendo a mantenere il velivolo in assetto stabile in uno spazio ristretto nella prossimità della parete rocciosa esposta a turbolenze improvvise, consentendo così il recupero della scalatrice ferita tramite verricello. La riuscita dell’operazione, esempio di professionalità e coraggio, fu il risultato di una perfetta sinergia tra piloti, operatore di bordo ed il soccorritore del CNSAS di Auronzo di Cadore Michele Zandegiacomo (insignito di menzione speciale).

“Con esemplare senso di abnegazione intervenivano in soccorso di una donna che a seguito di una caduta versava in gravi condizioni e risultava bloccata in parete a 2600 metri di quota: Valutata la gravità delle ferite riportate dalla malcapitata, la ponevano in sicurezza continuando ad operare per il suo recupero con il verricello di soccorso dell’elicottero reso particolarmente difficoltoso dall’alta quota e dall’oscurità. Eccezionale esempio di coraggio e di elevata virtù civile. Località Tre Cime di Lavaredo, Auronzo di Cadore, 21 agosto 2017”

L’evento si è concluso con un “Silent Drill”, un saggio di istruzione formale militare, senza ordini verbali, condotto da un plotone di 24 granatieri in uniforme storica della compagnia d’onore del 1° Rgt. Granatieri di Sardegna e dal passaggio di una formazione di elicotteri composta da un AW169B, due AH129 Mangusta, due NH90 e due CH47, coordinata dal 7° rgt. AVES “VEGA”, mentre l’attività di volo veniva descritta al pubblico, nell’ambito della celebrazione del 75° anniversario dell’Aviazione dell’Esercito, dalla socia ANAE Ten.Col. Pamela Elena Sabato.

Riportiamo una nota scritta dal Col. Pier Luigi Verdecchia ed inviata al direttore editoriale, che racconta la cronache e le emozioni di quella missione:
Il 21 agosto 2017 rimarrà impresso nella memoria dell’Aviazione dell’Esercito come una delle operazioni di soccorso più complesse e significative degli ultimi anni. In uno degli scenari montani più iconici e al tempo stesso insidiosi delle Dolomiti, le Tre Cime di Lavaredo, un equipaggio del 4° Reggimento AVES Altair portò a termine una missione che oggi viene riconosciuta come esempio straordinario di coraggio, professionalità e spirito di servizio. Una missione al limite. Quel giorno, le condizioni ambientali erano particolarmente difficili: 10000 piedi di quota, in parete, nella assoluta oscurità e la complessità morfologica delle pareti rocciose rendevano ogni manovra estremamente rischiosa. L’intervento si rese necessario per il recupero di una scalatrice in grave difficoltà rimasta appesa e priva di conoscenza con il bacino fratturato ed emorragie interne, dove un normale soccorso via terra, o l’attesa di un recupero con l’elicottero civile alla luce del giorno, avrebbero chiesto tempi incompatibili con l’urgenza della situazione.
L’elicottero dell’Altair fu chiamato a operare in un contesto al limite delle capacità tecniche e operative. L’equipaggio, composto dal Col. Pier Luigi Verdecchia (Comandante del Reggimento e dell’Aeromobile), il 1 Lgt, Guido Semola (1 Pilota) e il Graduato Aiutante Antonio Lucciola (Operatore di bordo) dimostrò sangue freddo e precisione assoluta, riuscendo a mantenere il velivolo in assetto stabile in uno spazio ristretto nella prossimità della parete rocciosa esposta a turbolenze improvvise, consentendo così il recupero della scalatrice ferita tramite verricello.
Professionalità e coraggio. La riuscita dell’operazione fu il risultato di una perfetta sinergia tra piloti, operatore di bordo ed il soccorritore del CNSAS di Auronzo di Cadore Michele Zandegiacomo. Ogni fase fu eseguita con attenzione chirurgica e rapidità, e finalizzata a ridurre al minimo i rischi per soccorritore e per la persona da salvare. In condizioni in cui anche un minimo errore avrebbe potuto avere conseguenze tragiche, l’equipaggio operò con una lucidità esemplare. Questo intervento non fu solo un’azione tecnica di alto livello, ma anche una dimostrazione concreta dei valori che guidano l’Aviazione dell’Esercito: dedizione, altruismo e senso del dovere.
Questo riconoscimento non celebra soltanto un singolo intervento, ma rappresenta il tributo a tutti gli uomini e le donne che quotidianamente operano in condizioni difficili per garantire la sicurezza e il soccorso dei cittadini. Un esempio per il futuro, la missione del 21 agosto 2017 alle Tre Cime di Lavaredo si inserisce tra quelle operazioni che diventano riferimento per l’addestramento e la cultura operativa delle Forze Armate. È la dimostrazione di come preparazione, tecnologia e determinazione possano fare la differenza anche negli scenari più critici. In un contesto in cui il soccorso in montagna richiede sempre più competenze specialistiche, l’operato del 4° Reggimento AVES Altair rappresenta un modello di eccellenza e un motivo di orgoglio per tutto il Paese.
