
Cari Baschi Azzurri,
il 75° anniversario dell’Aviazione dell’Esercito è stato molto più di una ricorrenza sul calendario. Per tutti noi è stata un’emozione profonda, un momento per fermarci a riflettere sulla nostra storia e su quell’eredità morale e professionale che abbiamo il dovere di custodire e, soprattutto, di trasmettere ai giovani.
Il nostro viaggio celebrativo è iniziato simbolicamente a Bracciano, dove nel 1951 sono nate le radici della nostra Specialità, per poi attraversare reparti e comunità d’Italia, ripercorrendo 75 anni di volo, innovazione, sacrifici e servizio silenzioso al Paese.
Il momento più intenso si è svolto il 15 maggio a Viterbo, da decenni casa e cuore pulsante dei Baschi Azzurri. Nella splendida cornice di Piazza San Lorenzo, la cerimonia conclusiva ha riunito autorità, personale in servizio, le famiglie e tantissimi cittadini.
È stata una giornata calda, partecipata, in cui si è respirata la forza della nostra comunità. Vedere così tanti Baschi Azzurri schierati – generazioni diverse unite dagli stessi identici valori – ha mostrato il volto più autentico dell’AVES: una Specialità moderna e proiettata al futuro, che non dimentica mai da dove è partita.
Il sorvolo degli elicotteri sui cieli di Viterbo non è stato solo uno spettacolo suggestivo. È stato un ponte ideale tra ieri, oggi e domani. Un omaggio a chi ha costruito questa storia e, in particolare, a chi non è più tra noi.
Il nostro pensiero più commosso va ai nostri Caduti e alle loro famiglie. Il loro sacrificio deve vivere non solo nei monumenti, ma nel nostro esempio quotidiano.
In 75 anni l’Aviazione dell’Esercito ha saputo trasformarsi radicalmente. Siamo passati dai primi aerei leggeri da osservazione agli aeromobili di ultima generazione, capaci di esprimersi in operazioni speciali, esplorazione e supporto al combattimento.
Anche l’ANAE ha vissuto questo anniversario con grandissimo entusiasmo. Con le nostre Sezioni abbiamo presidiato il territorio, confermando che non siamo semplicemente “custodi del passato”, ma una componente viva e attiva della nostra grande famiglia.
Per questo, il 75° anniversario non è un traguardo, ma una nuova partenza. La nostra storia ci affida una responsabilità grande: far sì che questo patrimonio umano non vada perduto, ma diventi il trampolino di lancio per il futuro.
La perfetta riuscita di questo storico traguardo non è stata casuale, ma il frutto di un lavoro titanico. Desidero quindi esprimere il mio più vivo compiacimento e la più profonda gratitudine al Comandante dell’AVES, Generale Salvatore Annigliato, e a tutto il personale.
Con straordinaria passione, altissimo senso del dovere e impeccabile professionalità, hanno pianificato ogni singola iniziativa, regalando alla Specialità celebrazioni memorabili che resteranno scolpite nella nostra memoria.
A loro, alle autorità intervenute, alle nostre Sezioni e a tutte le famiglie va il ringraziamento più sincero dell’ANAE.
Con orgoglio, riconoscenza e immutato spirito di appartenenza,
Il Presidente Nazionale
Sergio Buono
