
Ogni inizio d’anno rappresenta, per una comunità come la nostra, un momento di consapevolezza e di rinnovata responsabilità. Non è soltanto una ripresa delle attività, ma un’occasione per riaffermare il senso profondo dell’appartenenza, il valore della memoria e la capacità di proiettarci nel futuro mantenendo salde le nostre radici.
L’Associazione Nazionale Aviazione dell’Esercito continua a muoversi lungo questa direttrice, dove tradizione e innovazione non si contrappongono, ma si rafforzano reciprocamente. In questo quadro si inseriscono esperienze che, al di là del loro valore organizzativo, testimoniano la vitalità del Sodalizio e la sua capacità di interpretare il proprio ruolo nel tempo presente.
La nascita della nuova Sezione di Tolentino, che assume significativamente la denominazione “Montagna”, non è soltanto un ampliamento della nostra presenza sul territorio. È, piuttosto, il segno tangibile di una continuità ideale che affonda le proprie radici nella visione originaria dei fondatori: un disegno che trova oggi nuova attualità, riaffermando il legame tra storia, identità e comunità.
Allo stesso modo, i processi di trasformazione che interessano l’Aviazione dell’Esercito — come il recente trasferimento della Scuola di Volo interforze a Viterbo — non rappresentano semplici passaggi logistici, ma veri e propri momenti di evoluzione culturale e operativa. In questa prospettiva si collocano anche le iniziative rivolte alle nuove generazioni, come il progetto di collaborazione tra il mondo della scuola e l’Associazione, che testimonia la volontà di trasmettere competenze, valori e senso di appartenenza oltre i confini dell’esperienza militare attiva.
Il 2026 è, tuttavia, segnato da una ricorrenza di particolare rilievo: il 75° anniversario della costituzione dell’Aviazione dell’Esercito. Un traguardo che non può essere letto soltanto in chiave celebrativa, ma che invita a una riflessione più ampia sul percorso compiuto e sulle sfide future. Addestramento, tecnologia e valori rappresentano i tre pilastri attorno ai quali si sviluppa questo racconto, offrendo una chiave di lettura che unisce memoria storica e visione prospettica.
In tale contesto, l’Associazione non si limita a testimoniare, ma partecipa attivamente, riaffermando la propria presenza e il proprio ruolo all’interno della comunità militare e civile.
La partecipazione alle celebrazioni di Viterbo, con il Labaro Nazionale, i Vessilli e i Soci, insieme al 21° Raduno Nazionale, rappresenta non solo un momento di incontro, ma un segno concreto di continuità, coesione e identità condivisa.
Questo primo numero del 2026 si inserisce dunque in un percorso più ampio: non semplice raccolta di eventi, ma espressione di una comunità viva, capace di raccontarsi, di riflettere e di guardare avanti con consapevolezza.
Il Presidente Nazionale
Sergio Buono
