Si è tenuto giovedì 26 marzo presso la Biblioteca Centrale dello Stato Maggiore dell’Esercito un convegno promosso dal Centro Studi dell’Esercito, dedicato al tema dell’evoluzione tecnologica e dottrinale della componente ad ala rotante.
L’incontro, coordinato dal Gen. C.A. Salvatore Farina, ha costituito un rilevante momento di analisi e confronto, promosso e sostenuto dallo Stato Maggiore dell’Esercito. La presenza di autorevoli rappresentanti del mondo accademico, industriale e militare ha consentito di delineare un quadro articolato e prospettico dell’evoluzione della Specialità. Tra i presenti, il Presidente Nazionale dell’ANAE, Gen. Sergio Buono, che ha assistito ai lavori del convegno.


Ad aprire uno dei passaggi più significativi del dibattito è stata l’analisi dello stato attuale della Specialità, delineata dal Comandante dell’Aviazione dell’Esercito, Generale di Divisione Salvatore Annigliato.
Secondo il Generale, lo stato di salute dell’AVES è complessivamente positivo, grazie all’esperienza maturata nel tempo e alla qualità dell’addestramento dei piloti, oggi in grado di operare in condizioni estremamente diversificate e con il supporto di infrastrutture avanzate.
La vera sfida, tuttavia, non risiede più esclusivamente nella condotta del volo, quanto nella gestione di sistemi tecnologici sempre più complessi, che impongono un significativo carico cognitivo agli equipaggi.
In questo quadro, il Comandante ha richiamato l’importanza di evitare valutazioni semplificate sulle capacità degli elicotteri: ogni piattaforma possiede caratteristiche specifiche che devono essere impiegate in funzione delle esigenze operative. L’adattabilità, unita al contributo di analisi esperte, rappresenta quindi un elemento essenziale per ottimizzare l’impiego degli assetti.
Le lezioni dal conflitto russo-ucraino
Di particolare rilievo l’intervento del Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano, che ha posto l’attenzione sull’impatto, al tempo stesso spettacolare e drammatico, dei droni nei moderni scenari di guerra.
Il conflitto in corso tra Russia e Ucraina ha fornito indicazioni estremamente chiare: secondo i dati richiamati, sarebbero stati abbattuti tra i 250 e i 300 elicotteri russi e tra gli 80 e i 100 ucraini. Numeri che, pur influenzati dalla diversa disponibilità di mezzi, evidenziano come il ruolo dell’elicottero debba essere ripensato senza tuttavia venir meno alla sua utilità operativa.
Nel teatro ucraino si stimano circa 10.000 droni in volo ogni giorno, con una produzione che ha raggiunto i 4 milioni di unità nel solo 2025. Un dato ancora più significativo riguarda l’impatto sul campo: i droni sarebbero responsabili di circa il 70% delle perdite, confermandosi come elemento dominante nei conflitti contemporanei.
Integrazione e dominio multidominio
Alla luce di queste evidenze, emerge con forza la necessità di integrare elicotteri e sistemi unmanned all’interno di un’unica architettura operativa.
Secondo le indicazioni dello Stato Maggiore dell’Esercito, diventa imprescindibile lo sviluppo di sistemi di comando e controllo (C2) in grado di gestire in modo coordinato tutti gli assetti sul campo di battaglia. Ogni elemento — dal singolo soldato al sistema più complesso — deve essere connesso in una “bolla multidominio”, nella quale informazioni e capacità operative convergono in tempo reale.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
In questo contesto, il Generale Gagliano ha evidenziato come il ricorso all’intelligenza artificiale non rappresenti più una prospettiva futura, ma una necessità già concreta. Sistemi avanzati sono oggi in grado di identificare minacce in tempo reale, migliorando significativamente la capacità decisionale.
Esperienze operative già in atto, come quelle di alcune unità tra cui la Brigata Paracadutisti “Folgore”, dimostrano la concreta applicabilità di tali soluzioni.
Resta tuttavia centrale il ruolo dell’uomo: il modello Human-in-the-Loop (HITL) garantisce che l’operatore umano continui a esercitare il controllo e il coordinamento tra sistemi automatizzati e risorse tradizionali, mantenendo un equilibrio essenziale tra tecnologia e responsabilità.
L’elicottero: una capacità ancora decisiva

A chiudere gli interventi è stato il Generale di Corpo d’Armata Salvatore Cuoci, che ha portato anche il saluto del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. C.A. Carmine Masiello.
Nel suo intervento è stato sottolineato come i conflitti moderni siano caratterizzati da una rapidissima evoluzione tecnologica. Se in passato le operazioni si svolgevano in contesti di dominio relativamente stabile, oggi la sopravvivenza operativa richiede un aggiornamento continuo delle capacità e dei sistemi.
L’elicottero mantiene comunque un ruolo fondamentale, a condizione che sia inserito in un contesto evoluto e adattivo.
Innovazione continua e nuove piattaforme
Dall’analisi del conflitto ucraino emerge un dato significativo: le tecnologie devono essere aggiornate con cadenze estremamente rapide, anche ogni due settimane, per far fronte a contromisure in continua evoluzione.
In questo scenario, assume particolare rilievo il nuovo elicottero Leonardo AW249, considerato un sistema avanzato paragonabile, per capacità e concezione, a quanto rappresentato dall’F-35 per le altre Forze Armate.
Si tratta di una piattaforma progettata per operare in piena connettività, contribuendo alla creazione di superiorità informativa e alla piena integrazione nel campo di battaglia digitale.
Verso un nuovo modello di Esercito
In conclusione, il Generale Cuoci ha richiamato la necessità di sviluppare uno strumento militare capace di rigenerarsi rapidamente, in grado di sostituire le perdite e di adattarsi a scenari sempre più complessi.
Questo implica un duplice investimento: da un lato nella formazione, con percorsi più efficienti e mirati; dall’altro nello sviluppo di sistemi tecnologici avanzati ma sostenibili, che non gravino eccessivamente sul carico cognitivo del personale.
Si tratta di una sfida strategica che riguarda non solo l’Aviazione dell’Esercito, ma l’intero modello di Forza Armata, chiamato a evolversi per mantenere efficacia, prontezza e capacità di risposta in un contesto globale in continuo mutamento.
